Devastano il pullman che li porta a casa

MONTEBELLO. Un pullman intero di massaie, studenti e mamme con bambini in balia di una quindicina di teppisti violenti. E sul fatto che fossero vandali, non ci piove: con taglierini, cacciaviti e altri attrezzi hanno devastato gli interni dell'autobus di linea, mentre gli altri si abbandonavano ad atti di bullismo nei confronti di coetanei che non avevano il coraggio di alzare lo sguardo da terra: ma sono stati presi di mira anche i pochi adulti che hanno avuto il coraggio di intervenire. E' accaduto sabato pomeriggio, verso le 13: non era il Bronx, ma un autobus della linea Pavia-Montebello. Secondo alcuni viaggiatori abituali della linea, non è la prima volta che accadono cose del genere. Del fatto ora si occuperanno i carabinieri di Casteggio e Bressana.
Sull'autobus della paura c'erano anche una mamma di Bressana, con suo figlio. A raccontare l'episodio non è la donna, che probabilmente è ancora scossa per l'accaduto, ma il marito. «Mia moglie e mio figlio stavano tornando a casa da Pavia - racconta l'uomo - Il pullman era pieno, erano quasi tutti studenti. Poi è salito un folto gruppo di altri ragazzi, tutti tra i 14 e i 17 anni, evidentemente anche loro appena usciti da scuola, a giudicare dagli zainetti. Hanno cominciato subito a dare fastidio. L'autista prima di mettere in moto si è voltato verso l'interno del bus e ha detto qualcosa come 'Ragazzi, mi raccomando, non fate il solito c....". Ma appena è partito, quelli si sono scatenati. I caporioni erano tre o quattro: hanno cominciato subito a incidere i sedili del bus e le pareti con dei taglierini, ma mia moglie ha visto anche dei cacciaviti e delle chiavi inglesi. Attorno a loro si sono disposti tutti gli altri, in modo da impedire che l'autista vedesse con lo specchietto interno cosa stavano facendo. Ma non si sono limitati agli atti vandalici. I ragazzi sull'autobus che non appartenevano al gruppo dei teppisti era visibilmente terrorizzati: non osavano alzare lo sguardo da terra. Chi lo faceva veniva preso a schiaffi, oppure riceveva pacche sulla schiena inferte con tale violenza da essere dolorose. Poi si sono avvicinati a mio figlio e hanno cercato di strappargli il biglietto dalle mani, senza sapere che quella seduta vicino era la madre. Mia moglie è intervenuta e li ha affrontati. Ha chiesto a quei teppisti se si stavano divertendo, e quelli per tutta risposta le hanno riso in faccia, mentre tutto attorno nessuno osava intervenire. A quel punto mia moglie ha capito che la situazione poteva diventare davvero drammatica, e ha preferito tacere. Appena è scesa dal bus, però, ha telefonato ai carabinieri e ha raccontato tutto. Credo che i militari abbiano fatto un sopralluogo, trovando sul bus le tracce del danneggiamento». Ora i carabinieri dovranno appurare se davvero questi episodi si verificano quasi tutti i giorni, come dicono i testimoni.