ORA CI VUOLE CORAGGIO PER VIRARE A QUOTA 20
Il Pavia, questo Pavia, non possiede i contenuti tecnici e l'esperienza di quello che l'ha preceduto, ma non è neppure la squadraccia allo sbando del Porta Elisa di Lucca. Un'umiliazione inaccettabile che prescinde dalle carenze oggettive della rosa. Si era detto chiaro dopo la vittoria sul Cittadella: al Pavia mancano minimo un elemento per reparto per poter far fronte a un campionato come la C1. Dove infortuni, squalifiche e mancati inserimenti presentano sempre il conto. E l'organico azzurro è oggi ridotto all'osso. Costruito a centrocampo con la coppia Bevo-Fattori a sostituire Sciaccaluga-Calzi, il Pavia non ha mai potuto schierare l'incontrista (Fattori) accoppiando spesso il mediano deputato alla costruzione (Bevo) a un giocatore (Lunardini) dalle caratteristiche simili. Torresani ha poi tentato la carta Lunardini-Valdifiori con risultati modesti e prevedibili: mancano taglia fisica e personalità per farne una coppia da C1. Il castello è cosi crollato sull'equivoco a centrocampo. Con l'addizione negativa di condizionare il resto del meccanismo. Fatto di giocatori giovani che nelle delusioni si deprimono. Il passaggio alla difesa «a cinque», inoltre, ci è subito sembrata una scelta conservativa che avrebbe comportato inevitabili squilibri tattici. E Lucca ha detto che infoltendo l'ultima linea non solo non viene innalzata l'impermeabilità, ma che la fragilità come conseguenza dei numeri tolti agli altri reparti può addirittura aumentare. Ora arriva il Pizzighettone, fanalino di coda, e non si deve avere paura. Il Pavia deve provare a fare la partita. Prima del mercato che apre il 2 gennaio ci saranno anche le trasferte di Massa e Sesto intervallate dal Pisa al Fortunati il 17 dicembre. Compito di Torresani è ora distillare il massimo da quello che ha, infondendo coraggio e magari provando a recuperare qualche elemento finito ai margini della considerazione. Virare la boa con meno di 20 punti comporterebbe un girone di ritorno con il cuore in gola. E' già successo una volta, tre stagioni or sono. Andò a finire male.