Cavallaro, la sua città lo applaude
VIGEVANO. Ci sono vigevanesi che amano Vigevano. E Vigevano li ama. Mirko Cavallaro, 20enne guardia della Nuova Pall. Vigevano, è uno di quelli. Domenica, alla fine della partita in casa contro Omegna, il pubblico del PalaBasletta, una platea dai gusti non facili, era in piedi ad applaudirlo. A 1'30" dalla fine è uscito per Giancluca Ghedini e si è goduto il tributo della sua città. Per aver messo 10 punti, nonostante la pubalgia, nell'ultimo periodo, quello che ha regalato la partita a Vigevano. Tante emozioni in una volta sola, visto che Mirko era reduce dalla sua prima convocazione in un raduno della nazionale A, dopo aver giocato l'Europeo under 20 in estate. L'ex Cat domenica ha risolto un'altra volta. Cosi la serie di gare in cui è stato protagonista si allunga.
«Gli applausi del PalaBasletta - dice Cavallaro - mi hanno fatto veramente piacere. Giocare nella tua città ti dà soddisfazioni doppie, ma ti senti anche gli occhi puntati addosso. Io sono legato a Vigevano. Quest'anno mi è stato chiesto di assumermi più responsabilità e ho accettato subito. Preferisco un ruolo da protagonista qui che uno di secondo piano in un club più grande». Al terzo anno in gialloblu l'ex ragazzo della Cat, che ha terminato le giovanili a Siena, di soddisfazioni se n'è tolte. A partire da quella volta contro Pesaro, quando doveva controllare il signor Carlton Myers, che contro di lui mise solo 4 punti e perse due palloni. «Quella partita - racconta - ce l'ho registrata nel computer. Non so quante volte l'ho vista. E'stata la migliore che ho giocato in difesa. Gli ho rubato due palloni, scivolavo bene e rompevo le sue trame di gioco». Poche settimane dopo sarebbe stato protagonista della gara-2 dei play out, nella quale Vigevano conquistò la salvezza. «La mattina dopo - ricorda Cavallaro - quando mi sono svegliato, non ci credevo ancora alla salvezza». Poi la vita di Cavallaro, tornato a Vigevano due anni fa con Lottici allenatore, ha preso un'accelerazione. Ha vestito la maglia degli azzurri under 20 agli Europei. «La nazionale - dice - è un bagaglio che ti porti dietro. Agli europei ho giocato contro avversari che avevano esperienza di Eurolega e Nba. Ho imparato molto lavorando con Sacripanti e con altri tecnici». Dopo un estate passata a rincorrere la palla a spicchi, mentre tutti gli altri «magari erano al mare», ha ritrovato la 'sua" Vigevano. «D'accordo con dirigenti e coach - spiega Cavallaro - mi è stato chiesto di avere responsabilità maggiori. Nei due anni precedenti ero un giocatore come altri e potevo sbagliare di più. Ho giocato diverse buone partite ma devo lavorare sulla continuità». Il sogno dell'«ex ragazzo della Cat» non è finito. A Gorizia ha messo 20 punti in un solo quarto, l'ultimo, sfiorando il trentello, e regalando una vittoria insperata a Vigevano, domenica contro Omegna ha stregato il PalaBasletta e ora si trova in una squadra, che con 8 punti, può sperare in qualcosa di più dei play out. «Abbiamo sprecato tanto - dice Cavallaro - quest'anno, ma abbiamo dimostrato che siamo un buona squadra e che quando ci impegnamo i risultati arrivano».
Andrea Ballone