Iraq, uccise cinque ragazze

BAGHDAD.Quattro giovani irachene e una neonata sono state uccise da colpi di cannone sparati da un carro armato statunitense nella turbolenta città di Ramadi dove quotidianamente si verificano cruenti scontri tra forze occidentali e gruppi terroristici iracheni.
Sono stati gli stessi americani a darne notizia spiegando che l'incidente è avvenuto durante uno scontro con un gruppo di miliziani armati. Due guerriglieri avevano aperto il fuoco dal tetto di una casa contro una pattuglia che stava disinnescando un ordigno sul ciglio di una strada e un carro di scorta ha aperto un fuoco di copertura contro l'edificio.
Durante la successiva perlustrazione tra le macerie della casa sono stati trovati i corpi senza vita.
Ma anche ieri è stata una giornata di sangue nel paese.
I morti si continuano a contare a decine mentre il New York Times ha scritto che parecchie centinaia di miliziani sciiti iracheni avrebbero ricevuto in Libano addestramento alle tecniche di guerriglia e di combattimento da parte degli integralisti sciiti filo-iraniani di Hezbollah che avrebbe inoltre inviato un certo numero di suoi istruttori in Iraq.
Secondo invece la Washington Post, la parte occidentale del Paese arabo sarebbe ormai saldamente nelle mani di al-Qaeda e le truppe statunitensi non sarebbero più in grado nè di stroncare la resistenza degli insorti sunniti nè di arginare in alcun modo la crescente popolarità dell'organizzazione terroristica di Osama bin Laden.
Da parte sua l'ayatollah iraniano Khamenei ha detto al leader curdo Jalal Talabani che il primo passo verso un ripristino della sicurezza e dell'ordine pubblico in Iraq non può che essere il ritiro delle forze straniere, in particolare delle truppe americane.
Al suo arrivo Talabani aveva chiesto al pari grado Mahmoud Ahmadinejad la collaborazione iraniana per riportare l'Iraq alla normalità, ricevendo dall'ospite generiche assicurazioni su un intervento di aiuto.