Nel 1978 le dimissioni, dopo l'ultimatum di Berlinguer



Giorgio Napolitano ha riabilitato la figura di Giovanni Leone. Ma cosa ricordano gli italiani del lontano quasi-settennato di Giovanni Leone (1972-1978), l'ex presidente della Repubblica scomparso il 9 novembre 2001, a 93 anni? Soprattutto una carrellata di immagini forti, che culmina nel drammatico epilogo delle dimissioni anticipate, la sera del 15 giugno 1978, con un annuncio dato in fretta, con emozione e amarezza, leggendo un foglio davanti alle telecamere poco prima di abbandonare, la notte stessa, il Quirinale insieme all'ingombrante famiglia. Nella memoria degli italiani più maturi rimangono anche altre immagini: le foto radiose del 1973, riprodotte per mesi nei rotocalchi, della bella ed elegantissima moglie Vittoria, in viaggio ufficiale col presidente negli Stati Uniti; e la foto grottesca di lui, a Pisa, il 14 ottobre del'75, immortalato mentre risponde col gesto scaramantico delle corna ai contestatori che gridano Morte a Leone».
Ma torniamo a quella sera delle dimissioni. Il presidente gettò la spugna, con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, fiaccato da una campagna di stampa martellante. Era sospettato di essere il vero destinatario delle tangenti pagate dalla Lockheed per una grossa commessa di aerei militari da trasporto C-130, e percepite da qualcuno che si celava sotto il nome in codice di «Antelope Cobbler». L'accusa non si basava su alcuna prova, e neppure dopo è stata mai provata. Ma a Leone era rimasta appiccicata come un manto di vergogna. La Dc lo difese piuttosto debolmente. Sulla stampa, la campagna era condotta dall'Espresso e fu portata al diapason con la pubblicazione del pamphlet-bestseller di Camilla Cederna. Il giorno delle dimissioni, poche ore prima di presentarsi in televisione, Leone aveva ricevuto un ultimatum da Botteghe Oscure: una richiesta perentoria di sue dimissioni.
La richiesta veniva personalmente da Enrico Berlinguer. Leone pensava ancora di resistere, di stringere i denti fino all'ormai vicina scadenza del settennato. Ma di fronte a quell'ultimatum che poteva fare? Decise di piegarsi.