Rai, arrivano le fiction milanesi

MILANO. Una striscia di 10 minuti dedicata ai pendolari: 'Andata e ritorno", in onda dal prossimo lunedi su Rai Due alle 18.50, è la prima delle fiction che la Rai ha intenzione di produrre a Milano, per riconquistare gli ascolti del pubblico lombardo, che per il genere della fiction - come ha affermato Agostino Saccà - sono inferiori del 25-35% rispetto alla media nazionale.
Questa emorragia di telespettatori, per il direttore di Rai Fiction, è dovuta da una parte al fatto che «il territorio si è sentito tradito dalla Rai», ma anche alle peculiarità della Lombardia che, «essendo il più moderno e trendy dei territori, non trova nel racconto la contemporaneità che si aspetta». Tornare a produrre fiction a Milano, dunque, per la Rai equivale sia a riconquistare un pubblico ormai disaffezionato sia arricchire il racconto veicolato dalle fiction. Il primo tentativo, in questo senso, affonda in uno dei fenomeni più caratteristici del tessuto produttivo e sociale lombardo: il pendolarismo tra hinterland e capoluogo, protagonista dell'instant comedy 'Andata e ritorno" girata su un treno ispirato al famoso Minuetto disegnato da Giugiaro. Qui, all'inizio e alla fine della giornata lavorativa, si ritrovano sei personaggi, chiamati a rappresentare diverse età e fasce sociali: un'insegnante 50enne che vuole sempre l'ultima parola, un bancario che farebbe di tutto per il quieto vivere, una studentessa di filosofia che lavora per mantenersi, un addetto dei supermercati pieno di nevrosi, un agente immobiliare rampante e un pò cafone e una tecnica ospedaliera ciarliera e variopinta. Con loro, nella prima delle 200 puntate previste, anche la pop star Elisa, la prima di una serie di ospiti che, di volta in volta, affiancheranno il cast fisso. Agli addetti ai lavori che hanno visto la puntata in anteprima, la serie è sembrata eccessivamente idilliaca nel rappresentare la vita dei pendolari, a partire dal treno, bellissimo, illuminato e pulito, per finire con i personaggi: «Basta salire su un regionale per rendersi conto che quelle facce sorridenti, sui treni spesso in ritardo - notava un critico - nella realtà non esistono». La serie, comunque, è anche un modo per riflettere su fatti di strettissima attualità, visto che i pendolari discutono di temi caldi come le pensioni, partendo da copioni scritti giorno per giorno dai primi studenti diplomati dalla sede lombarda del centro sperimentale di cinematografia. Il format originale, 'Going home", è australiano ed è già stato ripreso, con successo, in Canada e Francia. Il pendolarismo del ceto medio lombardo è solo il primo degli argomenti che saranno trattati dalle fiction lombarde, «che - ha detto Saccà - o sono in fase di produzione o preproduzione o scrittura, ma che comunque si faranno entro l'anno». Tra i progetti, spiccano 'Ospedale centrale", 18 prime serate di taglio realistico che andranno in onda su Rai Due, 'Rossella", un melò storico ambientato nella Lombardia del primo Novecento, che ha per protagonista una giovane borghese, sullo sfondo della trasformazione industriale dell'Italia del Nord, tra figure come Anna Kuliscioff, Sibilla Aleramo e Maria Montessori. 'Rossella" andrà in onda su Rai Uno come 'Puccini", miniserie dedicata al celebre compositore, mentre non è ancora chiaro quale rete trasmetterà il tv movie 'Il mondo delle cose senza nome", ambientato a Milano.