San Genesio, torna l'autovelox
SAN GENESIO. Per denaro, solo per denaro, come sempre. Si riaccendono gli autovelox e riscoppia la polemica. All'attacco del Comune, opposizione e Federconsumatori. A rilanciare il tormentone, una mozione dei consiglieri di minoranza che nel documento hanno chiesto chiarimenti sui reali motivi della decisione di rinnovare il contratto con l'impresa. Legata, è la tesi, alla volontà di «evitare le responsabilità per inadempimento contrattuale con la ditta appaltatrice».
La giunta, infatti ha disposto l'utilizzo delle apparecchiature «per ulteriori 1150 ore e quindi per un numero di gran lunga superiore rispetto alle 850 espletate in vigenza del rapporto contrattuale». A questo punto, sono le osservazione della minoranza, è ovvio che «la riattivazione del servizio sembra giustificata da fini diversi dalla salvaguardia della salute pubblica». E non l'unica considerazione. «Se si considerano i dati dell'andamento della gestione del servizio nel solo anno 2004 (13 mila verbali per circa un milione di euro, con un costo di noleggio di 320 mila euro all'anno, oltre a 110 mila di spese postali) determinerà sicuramente la paralisi amministrativa degli uffici, un aumento esponenziale del compenso dell'appaltatore degli strumenti ed effetti dannosi a carico degli automobilisti, costretti a pagare 'una tassa" per compensare l'inadempimento contrattuale del Comune». Fra l'altro, la minoranza ha ricordato alla giunta che la Provincia, nell'aprile del 2004, ha constatato l'utilizzo sulle strade di sua competenza degli autovelox «per fini diversi dalla prevenzione e con effetti dannosi per i cittadini» con tutto quello che ne consegue: multe salatissime e decurtazione dei punti della patente. E, come per la stragrande maggioranza dei casi, non si tratta certo di pirati della strada, ma di semplici utenti che superano a volte di pochissimo i limiti imposti. «E' l'ennesima dimostrazione, ormai più che lampante, del malvezzo di molti Comuni, San Genesio in primis, che usano i rilevatori di velocità solo ed esclusivamente per fare soldi» tuono il presindente provinciale di Federconsumatori, Mario Spadini. «Ancora una volta, da quanto risulta dalla mozione, si dimostra come non esista più la logica della prevenzione, ma solo quella commerciale in questo settore - prosegue -. Rimettere in funzione il velox solo per paura di un'inadempienza contrattuale è una cosa fuori dal mondo». Per la cronaca, la minoranza ha anche chiesto all'amministrazione, a conclusione della mozione, di «effettuare un'indagine per verificare i flussi di traffico e il grado di pericolosità delle strade provinciali che ospitano i rilevatori di velocità e la corretta indicazione di 70 chilometri orari del limite massimo».