Dal Pertusati il dono di Natale
PAVIA. Luciano ha le manone da tornitore, ma sa cucire puntini da fata. Le sue dita - per più di mezzo secolo al lavoro nella fonderia Scapolla - sembrano quelle di un gigante mentre con ago e filo ripassa il contorno del minuscolo cuoricino in feltro. Luciano Cerati, 79 anni, è uno degli 'artigiani" del Pertusati. Perché è cosi che si considerano i 37 ospiti dell'istituto di viale Matteotti. E' dal mese di agosto che tagliano, cuciono, decorano addobbi per l'albero di Natale. Per gli alberi delle case dei pavesi. Pezzi unici, fatti a mano, con passione e impegno da professionisti. Preparati nei laboratori che le animatrici - Eleonora, Maria Grazia e Anna - coordinano al pomeriggio nelle diverse sezioni della struttura.
Piccoli gruppi, nei vari reparti della casa di riposo, in cui si lavora, si pesca nei ricordi, si condividono emozioni, a volte si bisticcia anche. Una comunità. La più giovane ha 70 anni, la più anziana 95. Luciano è l'unico uomo del gruppo. Ha vissuto da single e si è sempre arrangiato rammendandosi i calzini da solo. Ma qui, al Pertusati, ha imparato il punto festone e il punto cavallino. E ormai è bravo tanto quanto le «ragazze». Hanno mani stanche o deformate dall'artrite, occhi velati, ricordi sbiaditi dagli anni o dalla malattia. Ma l'entusiasmo che ci mettono cancella l'età e gli acciacchi.
«Ci trasmettono un grande entusiasmo - spiegano le animatrici - Lavorano con puntiglio e passione. E ci chiedono persino di lasciargli del lavoro da fare anche sabato e domenica, quando noi non ci siamo».
Guantini rossi, renne in tessuto, ghirlande, palline speciali, borse di panno per decorare l'albero di Natale. «E quest'anno abbiamo creato anche i segnaposto in feltro - spiegano le animatrici con un entusiasmo che contagia - Possiamo farli anche personalizzati, con le iniziali. C'è ancora un po' di tempo prima di Natale, se qualcuno ce li commissiona possiamo realizzali....».
I lavori saranno esposti nella mostra-mercato che si inaugura domani alle 15.30 al punto di ristoro dell'rsa. Nella speranza che qualcuno poi vada a vederli. Non tanto a comprarli, ma almeno a vederli. Sarebbe già un bel risultato. Lo scorso anno, con la stessa passione, le manine dei nonni del Pertusati avevano cucito, tagliato, piegato orli, intrecciato ghirlande. Invitando la città a vedere i loro lavori che, su una bancarella qualsiasi di piazza Vittoria - dove ogni anno si tiene il tradizionale mercatino natalizio - farebbero la loro dignitosissima figura. Il problema è che per tre anni consecutivi il banchetto l'hanno allestito davvero: alla 'Vetrina di Natale" di Palazzo Esposizioni. Un flop. «I visitatori si avvicinavano - racconta chi era dietro il banchetto - ma quando leggevano 'Pertusati", come intimoriti, cambiavano strada. Forse l'idea che fosse il banchetto di una casa di riposo rendeva la cosa meno allettante. Peccato. Noi lavoriamo perché ci crediamo. E perché pensiamo di essere un gruppo di artigiani come altri. Ci piacerebbe che la gente venisse a condividere con noi la gioia per i lavori che abbiamo realizzato».
Provate a indovinare quanti visitatori ha avuto la stessa mostra allestita alla casa di riposo? «Si contavano sulla punta delle dita» ammettono sottovoce al Pertusati. I parenti degli ospiti, nemmeno tutti. Molti dei quasi 300 anzinai ricoverati all'rsa Pertusati parenti non ne hanno più. Eppure ognuno di loro avrebbe un pezzo di storia della città da raccontare. Un pezzo di storia vissuta in prima persona. Eppure delle tante scuole pavesi invitate ha risposto una sola classe elementare. Delle case di riposo della provincia, pure una sola, dall'Oltrepo.