Cyrano, amore e avventure in musica

PAVIA. Ieri pomeriggio a Santa Maria Gualtieri la rassegna 'Quattro chiacchiere con" ha visto l'arrivo di Ermanno Detti, giornalista e scrittore, accolto da Costantino Leanti della Biblioteca Bonetta e intervistato da Franca Lavezzi. Silvana Borutti, assessore alla Cultura, ha annunciato che il suo 'Tutta colpa del naso", rifacimento di 'Cyrano de Bergerac", è stato trasformato nel libretto per un'opera lirica.
La giovane drammaturga Magda Barile ne ha ricavato dunque il testo della nuova opera lirica che verrà messa in scena dall'Istituto Vittadini con la Biblioteca Bonetta e il Comune per permettere ai giovani allievi di Vittadini e della Scuola del teatro Fraschini di esibirsi. Sarà presentata nell'aula magna del collegio Ghislieri dal 9 al 13 marzo 2007 con repliche ogni sera. Le musiche sono di Walter Morelli e la regia di Beppe Soggetti. «Fa molto piacere che a essere messo in scena sia il 'mio Cyrano". Soprattutto fa piacere che lo facciano i ragazzi, proprio perché il libro era destinato a loro. È la prima versione di Cyrano pensata per loro» ha affermatolo scrittore. Che per tutto il tempo dell'incontro non ha esitato a firmare libri, a rispondere a ogni tipo di domanda di Franca Lavezzi e del pubblico. Un bambino ha chiesto: «Perché Cyrano deve morire alla fine del libro?». Ermanno Detti ha risposto: «Perché una storia non deve necessariamente finire bene, se no sarebbe la fine della creatività. E poi il finale è bellissimo, si risolve l'equivoco. Due lacrime di commozione non fanno male». Di 'Tutta colpa del naso" racconta: «Mi sono divertito a cambiare qualcosa nella storia ma ho mantenuto la struttura. Cyrano è uno spadaccino del ‘600, bruttissimo ma intelligente e sensibile, un fine poeta che rinuncia alla propria felicità per quella dell'amata Rossana, aiutando il rivale di cui lei si è innamorata a conquistarla. È una delle più belle storie d'amore dell'umanità, i ragazzi devono conoscerla». Ermanno Detti è nato in tra i cavalli della Maremma Toscana, i contadini e i cantori casuali che recitavano a memoria Dante e Ariosto. Voleva fare il pilota. Ha invece fatto l'operaio, l'allevatore, si è iscritto all'Accademia Militare ed è entrato nell'Aeronautica. Visto che non lo facevano pilotare ha iniziato a fare lo statistico, si è laureato e ha iniziato a fare il giornalista. Ha persino insegnato Storia dell'Illustrazione. Ora fa cosa che c'entrano con i libri («anche se in italiano prendevo sempre quattro e mezzo, mi piacevano le materie scientifiche» ammette tranquillamente).
Dirige una rivista per ragazzi, ha una piccola casa editrice che vorrebbe «continuare a gestire ancora per altri 67 anni», scrive saggi per adulti e libri per ragazzi fatti di «storie vere, inventate e sentite raccontare».