«A tavola si combatte il rifiuto»

PAVIA.«Lo scontro di civiltà si combatte anche a tavola». E' la tesi di Gian Paolo Salvioli, direttore dell'Istituto clinico di pediatria preventiva e neonatologia dell'Università di Bologna, che al convegno della Società italiana di pediatria ha svolta la relazione 'Il cibo come elemento di integrazione tra culture". «Dobbiamo tutti compiere un grande sforzo di accettazione delle abitudini alimentari di chi è diverso da noi - ha detto Salvioli - Questo vale tanto per gli italiani quanto per gli immigrati. Bisogna addestrare i pediatri ad affrontare le nuove realtà sociali, per integrarsi al meglio nelle culture delle famiglie con cui entrano a contatto».
La faccenda si complica terribilmente, ha aggiunto il pediatra, quando si entra nella sfera della religione: «E' difficile l'integrazione delle abitudini alimentari quando, ad esempio, qualcuno come i musulmani non può consumare carne di maiale e comunque mangiano carne macellata solo in un certo modo. Il pediatra deve tenere conto di tutto, essere rispettoso di ogni cultura, deve adoperarsi per promuovere la moderazione, la comprensione reciproca. Per questo motivo, occorre un alto grado di formazione e professionalità».