Golgi, scienziato intriso di pavesità
PAVIA. Ieri nel Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria la Società Pavese di Storia Patria ha presentato il volume annuale del 'Bollettino della Società Pavese di Storia Patria". Per l'occasione il professor Paolo Mazzarello, storico della Medicina, esperto golgiano e autore della biografia 'Il Nobel dimenticato: la vita e la scienza di Camillo Golgi" (Bollati Boringhieri), entusiasticamente recensito sull'ultimo numero di 'Nature" dal professor Elio Raviola della Harvard Medical School di Boston.
La Biblioteca Universitaria ha arricchito l'appuntamento con una mostra di manoscritti e autografi che ben rendono il clima che si respirava in quegli anni. Non poteva mancare l'articolo di un giornale locale in cui se ne descrive il funerale, «rammaricandosi» della mancanza di celebrazione religiosa. La neo direttrice della Biblioteca Universitaria Alessandra Bracci ha sottolineato i legami con la Società Pavese, affermando l'impegno della biblioteca per continuare ad essere «luogo privilegiato della ricerca». Il presidente Cesare Repossi ha presentato il Bollettino annunciando inoltre l'uscita del Quarto Quaderno della Società dedicato alle vicende di Golgi al liceo Foscolo. Paolo Mazzarello, con la verve e la capacità narrativa che gli appartengono, ha ripercorso il fecondo legame tra Golgi e la città di Pavia: un invito a riscoprirne la figura e l'opera, rievocate anche dalla mostra da lui curata 'Golgi architetto del cervello" aperta fino al 19 dicembre presso i nuovi istituti universitari in via Ferrata.
Con l'Università, il Policlinico e la città ha sempre avuto un legame speciale: era «pavese fin dalle sue radici più profonde» - in Piazza della Posta c'è una torre chiamata Torre dei Golgi, a memoria della presenza della famiglia fin dal '700. Golgi è stato studente, ricercatore, accademico, clinico pavese e semplicemente 'un pavese", che ben si rispecchiava nella pavesità. Animatore di uno dei salotti più importanti della Pavia tra '800 e '900, ha «scelto» Pavia consapevolmente, rifiutando persino cattedre più prestigiose a Siena e Torino. Al liceo Foscolo (allora Liceo Imperiale Regio) ha passato gli anni della ribellione, dei moti risorgimentali che gli sono costati l'espulsione dalla scuola fino all'Unità d'Italia. All'Università si è formato, erede delle scuole di Spallanzani e Scarpa. Al palazzo del Maino (allora piccolo manicomio) ha lavorato con Lombroso sull'antropologia criminale che, ha sottolineato Mazzarello, «è nata a Pavia». Qui ha portato avanti ricerche e fatto le più importanti scoperte (malaria e apparato di Golgi), mentre la struttura del cervello che gli è valsa il Nobel è venuta alla luce «grazie a un rasoio, nella cucina del suo appartamento», durante un breve incarico all'Università di Siena. A Pavia iniziò anche il suo impegno sociale e di politica sanitaria, dapprima come Assessore in città, poi come Senatore del Regno.