Rapina al centro di analisi mediche


VOGHERA. Rapido, freddo e, almeno a modo suo, 'professionale": un rapinatore solitario, ieri sera alle 18, è entrato armato di pistola nella sede di via Garibaldi del laboratorio di analisi «Lam». Minacciando le impiegate del centro di cui è titolare l'assessore Massimo Maiola con una pistola, si è fatto consegnare l'incasso del pomeriggio. Bottino ancora da quantificare, ma tutto sommato modesto: meno di mille euro ovviamente in contanti. Immediatamente dopo l'allarme i carabinieri di Voghera hanno allertato le altre forze dell'ordine sul territorio e i colleghi delle compagnie confinanti per far chiudere le maglie per piano anti-rapine. Posti di blocco in uscita dalla città e lungo le principali direttrici del traffico per intercettare 'a caldo" il rapinatore che, pur essendo entrato da solo nel laboratorio, potrebbe avere avuto un complice ad aspettarlo.
Banche e uffici postali, d'accordo. E anche tabaccai, edicole e perfino bar e trattorie. Ma un laboratorio di analisi mediche mai: la rapina di ieri sera è in qualche modo una 'prima assoluta" per Voghera e per tutto l'Oltrepo. Detto questo, però, il copione andato in scena alla Lam di via Garibaldi poco prima dell'ora di chiusura è del tutto simile a quello delle ultime rapine in città: nell'ufficio è entrato un uomo solo, a volto coperto, armato di pistola. Si è fatto consegnare l'incasso dalle impiegate che a quell'ora sono le uniche nel laboratorio, e se ne è andato nel più breve tempo possibile. Modalità del tutto simile, per citare un esempio recente, a quella della rapina alla tabaccheria del Ponte Rosso. Modalità che lascia supporre che ad agire sia stato un 'professionista" delle rapine mordi e fuggi: colpi che si possono definire 'poco impegnativi", che garantiscono in altre parole un bottino limitato ma che espongono a rischi minori rispetto ad una banca o un ufficio postale normalmente controlati e dotati di sistemi di allarme più sofisticati, quasi sempre collegati direttamente alle centrali operative delle forze dell'ordine. Colpi, inoltre, che non necessitano di un'organizzazione complessa ma che possono essere decisi e messi in atto nel giro di poche ore.
Non è chiaro se il rapinatore sia fuggito da solo o se ad aspettarlo fuori dal centro di analisi preso di mira ci fosse un complice a bordo di un'auto posteggiata in modo da non dare nell'occhio.
I carabinieri, ora, danno la caccia ad un giovane attorno ai trent'anni che al momento della rapina vestiva abiti sportivi e parlava in italiano senza particolari accenti che possano restringere il campo delle indagini.

Stefano Romano