Tra soddisfazione e rabbia
PAVIA. Accantoniamo per un attimo il non secondario affare del risultato e concentriamoci su tutto il resto offertoci da Edimes Pavia-Coopesette Rimini: scopriremo che siamo solo al 20 novembre, ma queste due ottime squadre ci hanno già proposto una partita di intensità, emozioni, qualità e spettacolo da play off. Ma prima ancora, il calore del palaRavizza: se ne accorge subito il dirigente Edimes Enrico Guastini: «E' stato molto bello, soprattutto nel momento della nostra rimonta finale. Non mi ricordo di aver mai sentito il pubblico cosi caldo, vicino, partecipe. Mi ha impressionato». Sotto la bruciatura ancora calda di quella sconfitta che sta tutta nello spazio di un mezzo canestrino, in casa Edimes quasi tutti concordano sul fatto che la squadra è cresciuta ancora: lo pensano Stanic, che guarda già ad Imola, e Gatto che si toglie anche un bel sassolino...
Sotto sotto, magari fra qualche giorno più a freddo, lo penserà anche il presidente Gianmarco Bianchi che, in una battaglia bella e durissima e in una volata avvincente da morire si sarebbe aspettato un pizzico di personalità in più, magari da Jimmy Baxter che, dopo il partitone al Bpa Palas di Pesaro, 'cicca" la partita. «Una partita storta può capitare - replica subito Max Stanic - è un episodio, Jimmy è giovane, alla prima esperienza italiana, ma ha pure tanta qualità e classe dentro per esplodere con orgoglio», aggiunge capitan Ivan Gatto. Va più in profondità Stanic: «In questo campionato non importa se sei americano perché dall'altra parte c'è sempre qualcuno, italiano o d'altro paese, che vuole vincere, non ti guarda in faccia, prova in ogni modo a metterti in difficoltà. Però la squadra sale, è stata per certi versi migliore anche di Pesaro. Ogni volta miglioriamo qualcosa senza poi tornare indietro. Da questa sconfitta dobbiamo imparare a gestire i momenti in cui le difese avversarie ci mettono le mani addosso, come è successo nel terzo quarto». Il play dell'Edimes spiega come si affrontano questi momenti: «Si portano a compimento fino in fondo i nostri giochi, senza perdere la bussola correndo il rischio di giocare per conto proprio. Abbiamo lunghi molto buoni che possono fare molto male alle difese delle altre squadre, ma solo se portiamo a termine gli schemi è più facile dar loro palla con continuità». Ivan Gatto mette l'accento sulla crescita della qualità del gioco di squadra e della difesa: «Tutti hanno fatto qualcosa in più, fino alla fine c'abbiamo creduto e questa è la mentalità giusta. Ma c'è una cosa che mi sta proprio qui», dice il capitano visibilmente infastidito: «L'avevo già detto dopo le gare con Rieti e Cremona e lo ribadisco ora: questa società e questa squadra meritano più rispetto. Non sono accettabili, tanto più in casa, arbitraggi come quello di domenica. Non cerco scuse alla sconfitta, ma non ci sto: che si tengano pure la coppa Disciplina se poi ci prendono in giro cosi».
Fabio Babetto