Burgio: «I genitori dicano no e i figli imparino a chiedere»

PAVIA.Saper dire no. Insegnare ai bambini a chiedere e non a pretendere. Il professor Roberto Burgio ha teorizzato da decenni il concetto delle 'libertà pretese" e delle 'libertà fraintese", oggi di stringente attualità.
Professore è diventato difficile educare i figli?
«Rispondo con un detto latino che ritengo valido in tutte le situazioni: 'In medio stat virtus". E allora l'adolescente dovrebbe essere, fin da bambino, educato a saper chiedere e non a pretendere. Dopo di che bisogna aiutarlo a capire. Deve assimilare, deve penetrargli nel sangue e nel dna, il concetto che i diritti sono quelli che i genitori possono concedere purché non debordino dalla sua salute morale e dalla salute dei comportamenti».
E se pretende?
«Deve imparare a chiedere. E' pur vero che potrebbe avere pretese che non sono illecite, sia chiaro, ma immature o troppo anticipate. E i genitori devono saper contrastare la richiesta se è precoce o eccessiva».
Quali sono le libertà pretese?
«Tristemente il fumo dilaga proprio nei giovani che si sentono maturare con la sigaretta in mano. E altrettanto tristemente dilaga l'alcol. E poi il sesso precoce: andrebbe in qualche modo regolato. Fin qui siamo nelle libertà pretese, quelle che danneggiano solo chi le pratica e non gli altri».
E quelle fraintese?
«Io ritengo siano quelle che debordano facendo male agli altri. Cito il bullismo. Ma ci sono anche gli atteggiamenti teppistici, gli stupri».
E allora come si deve un genitore alle prese con un adolescente che esige libertà fraintese?
«Tenere duro, non cedere ma colloquiare. Cercare sempre di far ragionare il bambino o l'adolescente, convincere ma non imporre perché il rischio è quello di creare una reazione. Una volta si diceva 'pugno di ferro con guanto di velluto"». (m.g.p.)