Blair a sorpresa: «La guerra in Iraq è un disastro»
LONDRA.Per la prima volta Tony Blair ha ammesso che l'invasione dell'Iraq si è risolta in un «disastro» ma ha sostenuto che non è colpa sua e dell'amministrazione Bush.
A detta del primo ministro di Sua Maestà la situazione in quel paese è «difficile» a causa di una «deliberata strategia» del terrore pilotata da Iran e Al Qaida. Blair - finora sulla stessa linea ottimistica del presidente americano George W.Bush a dispetto di tutto - ha dato per scontato che l'Iraq è in condizioni catastrofiche nel corso di un'intervista al nuovo canale satellitare in inglese della tv araba Al Jazira. L'intervista è stata condotta da uno dei più noti e solidi giornalisti inglesi, Sir David Frost, che ad un certo punto ha chiesto al capo del governo britannico se la violenza imperversante a tutto campo in Iraq non sia una prova evidente di come la guerra del 2003 contro Saddam Hussein sia sfociata in un disastro. «Cosi - gli ha risposto Blair - è stato. Ma perché è stato cosi difficile in Iraq? Non e' difficile per qualche problema nella pianificazione. E' difficile perché esiste una strategia deliberata. Da una parte c'è Al Qaida con i ribelli sunniti, dall'altra ci sono elementi delle milizie sciite sostenute dall'Iran. Si vuole creare una situazione nella quale la volontà della maggioranza per la pace venga sloggiata dalla volontà della minoranza per la guerra».
Malgrado le accuse all'Iran, il primo ministro britannico ha rinnovato il suo appello a Teheran e alla Siria perché si aprano al dialogo con l'Occidente e giochino un ruolo «costruttivo» nella comune ricerca della pace in quella regione. E ha messo in chiaro che un ritiro delle truppe britanniche dall'Iraq non è all'ordine del giorno: «Resteremo fino a quando il governo iracheno lo riterrà necessario». Sebbene la sua risposta a sir Frost sul «disastro» appaia inequivocabile, Blair ha cercato attraverso il suo ufficio stampa di attenuarne la portata politica dopo l'immediata e ampia eco data dai media britannici. Downing Street sostiene che il primo ministro non ha ammesso proprio niente ed è stato «frainteso»: tende naturalmente, «per educazione», ad assecondare gli intervistatori ma ciò non va assolutamente interpretato «come una qualche specie di ammissione». Questa puntualizzazione è stata totalmente ignorata dal leader del partito liberal-democratico Menzies Campbell, che ha dato un sarcastico benvenuto alle parole di Blair: «Finalmente - ha dichiarato - il primo ministro accetta l'enormità della decisione presa con l'azione militare contro l'Iraq. Difficilmente poteva essere altrimenti in quanto il fallimento della strategia appare chiaro».