Bandirali: Pavia, ricomincia a crescere

PAVIA. Anche a mente fredda risulta difficile capire cosa sia accaduto domenica scorsa. La squadra in settimana ha analizzato la partita, cercando di individuare i motivi che hanno permesso alla Pro Patria di pareggiare nel finale pur essendo sotto di due reti e con due uomini in meno. Senza però riuscire a trovare un vero perché. Non c'è però tempo per riflettere. Già domani al Fortunati viene a far visita il Cittadella, un ospite non molto gradito. I veneti infatti sono una delle squadre dal miglior rendimento esterno e non sarà facile tornare alla vittoria, che manca da un mese, proprio contro di loro. Gli azzurri sono vogliosi di riscatto, anche per dimostrare che valgono più di quanto induca a pensare in questo momento la classifica. Spetta al capitano Roberto Bandirali lanciare il grido di battaglia, invitando i compagni a lasciarsi alle spalle l'epilogo di domenica. Sperando che uno dei punti più bassi di questa difficile prima parte di stagione possa segnare l'inizio della riscossa.
Bandirali, ma cosa è successo domenica scorsa?
«Neppure io riesco a spiegarmelo. Abbiamo fatto tutto bene fino al 2-0 e poi per assurdo quando la gara sembrava in discesa siamo andati a complicarci la vita. Siamo stati assaliti dalla paura di vincere, consentendo alla Pro Patria di pareggiare».
Dieci minuti di blackout costati caro...
«E pensare che dopo il 2-2 ci siamo rimessi a giocare. In vantaggio di due uomini e di due gol non può esistere che ti riacciuffino. E non è neanche la prima volta che succede. Anche con la Sangiovannese abbiamo rischiato di riaprire una partita già chiusa».
E' una vittoria mancata che può lasciare il segno?
«Dipende da noi. Se ci serve da lezione e riusciamo a metterci in testa che questa cosa non deve più succedere possiamo anche uscire rafforzati da questo episodio. Se invece ci portiamo dentro la paura questa sventura può condizionare anche altri incontri».
Ora arriva il Cittadella, una squadra che si esalta in trasferta. Che partita è lecito attendersi?
«L'anno scorso ricordo che contro di noi fecero una gara molto intelligente, approfittando di un episodio per portarsi in vantaggio e poi limitandosi a ridurre i rischi. Mi aspetto che adottino la stessa strategia. Noi però dobbiamo comunque cercare di imporre il nostro gioco».
E' pronto ad affrontare anche l'ex Meggiorini?
«E' un attaccante con grandi qualità, anche se un po' bizzarro. Da noi lo scorso anno alternava giocate d'alta scuola ad errori banali. Va però tenuto d'occhio perché può essere pericoloso, anche quando subentra dalla panchina».
Torresani ha dichiarato che molti giocatori si sentono inadeguati alla C1. E' d'accordo?
«Secondo me più che altro non hanno ancora acquisito la mentalità della categoria. E poi devono credere di più nei loro mezzi. Però non li vedo intimoriti».
Una parte del pubblico teme che questa stagione possa prendere la piega di quella della retrocessione. Lei, che tre anni fa c'era, come la vede?
«Questa squadra non ha nulla in comune con quella. Allora eravamo esperti e, pur con tutti i nostri limiti, avevamo fatto 32 punti che di solito bastano per andare ai play out. Questa ha ampi margini di miglioramento, deve solo dimostrare maggiore personalità».
Per concludere una curiosità. Sa che Ciullo ha appena firmato per il Pisa?
«Si. Sono contento per lui ma mi spiace per noi. Poteva essere l'erede ideale di Chianese».
Michele Lanati