Comunicato sindacale

La «Provincia Pavese», come la grande maggioranza dei quotidiani nazionali e locali, ieri non era in edicola per sciopero. E' la 13ª volta che succede da quando, poco meno di due anni fa, si è aperta la trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti. Scelta dolorosa (non solo sotto l'aspetto economico) che penalizza i lettori, con i quali ci scusiamo. Cosa è successo? Martedi a Roma c'era una grande manifestazione nazionale, alla quale hanno partecipato anche uomini di governo di primo piano. Il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, a nome del governo, ha convocato formalmente l'Fnsi (il sindacato unitario dei giornalisti) e la Fieg (la Federazione italiana degli editori) per discutere dei problemi dell'informazione e del contratto dei giornalisti. Il vertice del sindacato dei giornalisti ha subito accolto l'invito, dicendosi disponibile a parlare a tutto campo, mettendo in un cassetto tutte le proposte avanzate. Poco dopo invece la Fieg, nella quale l'editore del Gruppo L'Espresso-La Repubblica-Finegil ha un peso importante, ha chiuso la porta. O meglio ha detto: parliamo di tutto, ma non di contratto. Perché su quello è irremovibile (ribadendo «la posizione già ripetutamente espressa a questo riguardo»). La Fieg vuole un contratto di molto peggiorativo: se le sue richieste fossero accolte gli stipendi dei giornalisti verrebbero tagliati e sarebbe cosi impossibile riuscire a sostenere l'Inpgi, istituto autofinanziato dai giornalisti, che eroga le pensioni. E' a rischio la nostra sopravvivenza come categoria e la nostra libertà che per voi lettori è la garanzia per un'informazione corretta. Come Cdr (Comitato di redazione) della «Provincia pavese» aderiremo per questo alle iniziative che saranno proposte dall'Fnsi. Inoltre, in sintonia col Coordinamento dei Cdr del Gruppo L'Espresso-La Repubblica-Finegil (del quale fa parte), valuteremo ulteriori iniziative per sostenere questa difficile vertenza.
Il Cdr della Provincia Pavese