Disabile picchiato, 4 sospesi per un anno
TORINO. Sospensione dalla scuola fino alla fine dell'anno, no agli scrutini e avvio a «un percorso educativo di recupero». E' arrivata la punizione per i quattro giovani di Torino tra i 16 e i 17 anni, accusati di aver girato il video shock con le violenze a un compagno di scuola disabile.
A decidere i provvedimenti disciplinari è stata la giunta esecutiva dell'Istituto per grafici «Steiner», la scuola frequentata dai ragazzi finiti sotto accusa, che ha deciso di adottare la linea dura non solo nei loro confronti, ma anche verso un loro insegnante al quale il preside ha contestato di aver lasciato sola la classe permettendo cosi che le violenze ai danni del ragazzo down venissero portate a termine. E sempre ieri i quattro ragazzi sono stati interrogati dai pm del tribunale dei minori di Torino, Marta Lombardi e Ennio Tomaselli, che gli contestano il reato di violenza privata. Una decisione, quella di sospendere i quattro giovani, approvata dal ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni: «Ritengo che quello preso dall'autorità scolastica dell'istituto professionale Steiner - ha detto il ministro - sia un giusto provvedimento che permetterà di far comprendere ai ragazzi la gravità del loro gesto e svolgere un percorso di recupero». Il Ministero starebbe anche valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale avviato nei confronti dei quattro studenti. «Non era nata come una cattiveria, ma ora, comunque, sono profondamente addolorato per quanto è successo. E non trovo nemmeno le parole per descriverlo», si è difeso ieri uno dei quattro ragazzi indagati. A un anno di distanza da quando il video venne girato, il quartetto frequenta la terza classe dell'istituto insieme al ragazzo down. Secondo la ricostruzione fatta fino a oggi, ciascuno dei quattro avrebbe avuto un ruolo preciso nel girare il filmato: mentre uno si occupava di riprendere la scena con un videocamera, un altro ha picchiato il giovane disabile, un terzo ha disegnato una svastica sulla lavagna della classe, una studentessa si è invece occupata di riversare il filmato su internet. «Solo ora mi rendo conto della gravità del fatto. All'epoca non avevo capito. E sono profondamente addolorato», ha proseguito il giovane. Ieri per il quartetto è stata giornata di interrogatori. Accompagnati dai rispettivi avvocati, i giovani si sono presentati nella palazzina che ospita la procura presso il tribunale per i minori. Sono stati loro stessi, lunedi scorso, ad autodenunciarsi una volta che la storia del video è apparsa sui giornali e si sono riconosciuti nelle immagini pubblicate. Hanno confessato tutto a un insegnante e successivamente la scuola ha deciso di avvisare la polizia. «Non saprei neppure come definire l'accaduto, non è stato nemmeno uno scherzo di cattivo gusto», ha spiegato uno dei protagonisti del video. «Speriamo che questa vicenda - si è augurato uno dei legali del giovani, l'avvocato Cosimo Palumbo - faccia riflettere tutti, cosi come hanno cominciato a riflettere i ragazzi e le loro famiglie».