Università e ricerca, in piazza a Roma

ROMA. Università e Ricerca in piazza, oggi, per lo sciopero nazionale proclamato da sindacati confederali, Rdb-Cub e associazioni della docenza. Flc-Cgil, Cisl-Fir, Cisl-Università e Uilpa-Ur affermano, infatti, che che ad oggi rimangono «tutte valide» le ragioni della protesta, poichè «non ci sono atti concreti del governo che diano il segno di una sostanziale inversione di tendenza». I tagli ai finanziamenti, affermano i sindacati, «sono rimasti tali, rischiando la messa in discussione dei rinnovi dei contratti di lavoro e della stessa attività ordinaria degli Enti e degli Atenei».
Del tutto insufficienti e inadeguate sono ritenute anche le risorse per affrontare il problema del precariato. La manifestazione di Roma, che terminerà in piazza Navona, sarà conclusa dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.
La Confederazione unitaria di base (Cub) ha proclamato sciopero contro la Finanziaria anche nei settori della scuola, pubblico impiego e trasporti. Lo sciopero generale è di 8 ore per tutti i lavoratori ma di quattro per il trasporto pubblico locale (con fasce diverse città per città) e di tre per i ferrovieri (dalle 11.00 alle 14.00). Nel trasporto aereo il personale di volo aderente alla Cub e al Sult si fermerà invece dalle 10.00 alle 18.00. La Cub ha organizzato circa 30 manifestazioni locali e si aspetta centinaia di migliaia di persone in piazza. Il sindacato autonomo protesta in particolare contro le misure previste dalla Finanziaria sul Tfr (considerate di fatto uno «scippo» della liquidazione dei lavoratori) e l'assenza di misure contro la precarietà. Inoltre la manovra - sottolinea Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub - non punta abbastanza a una più equa distribuzione del reddito».