Omicidio colposo, patteggia 4 mesi


DORNO. Alla guida della sua Citroen C3 il 3 novembre del 2005 aveva travolto e ucciso Alessandro Papetti, un bambino 10 anni. A distanza di un anno dal dramma (avvenuto lungo la circonvallazione di Dorno), Matteo Madini, 25 anni di Gropello, ha patteggiato una pena di 4 mesi.
L'udienza si è svolta mercoledi scorso davanti al gup (giudice per le indagini preliminari) di Pavia, Fabio Lambertucci. Madini, un giovane idraulico, doveva rispondere dell'accusa di omicidio colposo. Assistito dall'avvocato Salvatore Picci, di Pavia, l'imputato ha chiesto ed ottenuto il ricorso al patteggiamento. La pena stabilita non è stata pesante anche perchè, nel corso dell'indagine, è emersa una sorta di «responsabilità concorsuale». Madini infatti stava percorrendo la circonvallazione di Dorno ad una velocità compresa tra i 113 ed i 115 chilometri orari: in quel tratto il limite massimo è di 90 chilometri orari, che dunque non aveva rispettato. Dall'inchiesta è però anche emerso che Alessandro Papetti, insieme ad altri suoi coteanei, era sbucato in bici da una via laterale senza rispettare lo stop. Complice anche l'oscurità (l'investimento era avvenuto nel tardo pomeriggio) l'impatto era stato inevitabile. Le attenuanti generiche sono prevalse sulle aggravanti: da qui la pena di «soli» 4 mesi decisa dal gup durante l'udienza. Con questo capitolo giudiziario si chiude il libro di una vicenda tristissima che ha commosso l'intera comunità dornese. Alessandro frequentava la quinta elementare a Dorno. Suo padre Angelo è un uomo molto conosciuto in paese. Durante un viaggio in Madagascar, quindici anni fa, aveva conosciuto Olivette, la sua futura moglie. Dalla loro unione sono nati Gaia, 12 anni, e Alessandro. Una famiglia molto unita. «La nostra - aveva raccontato un anno fa Angelo Papetti, all'indomani della tragedia - è sempre stata una vita normale. Io lavoro e mia moglie si occupa della casa e dei figli». Un quadro di grande serenità spezzato, improvvisamente, da quel maledetto incidente di un anno fa. Un dramma che ha segnato in maniera indelebile la vita di Angelo Papetti e dei suoi cari.

Sandro Repossi