Scalata Bnl, indagato Gnutti
ROMA. L'abitazione di Brescia del finanziere Emilio Gnutti è stata perquisita dalla guardia di finanza, nell'ambito degli sviluppi dell'inchiesta della procura di Roma che ieri ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati per l'ipotesi del reato di ostacolo all'Autorità di vigilanza oltre che dello stesso Gnutti anche dei fratelli Ettore e Tiberio Lonati.
La guardia di finanza ha inoltre perquisito le abitazioni dei fratelli Lonati ed ha acquisito, sempre nel bresciano, documentazione dalle banche Unicredit Private Banking, Banco di Brescia San Paolo Cab, Banca di Crema, Banca Valori e Bam. I militari del nucleo valutario della guardia di finanza avrebbero acquisito documentazione relativa a conti correnti, conti di deposito che riguardano titoli in merito alla compravendita del pacchetto azionario Bnl.
Tale compravendita, con una movimentazione complessiva di 74 milioni e 500mila azioni Bnl, sarebbe stata fatta tra Gnutti e i fratelli Lonati tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005.
Tra gli elementi che hanno determinato le iscrizioni nel registro degli indagati di Roma del finanziere Emilio Gnutti e dei fratelli Lonati c'è, secondo quanto si è appreso, anche una plusvalenza finita nelle casse della Hopa, la holding del finanziere bresciano.
La plusvalenza in questione è quella realizzata dai fratelli Lonati, stando alle indiscrezioni, in sede di cessione al cosiddetto contro-patto della quota Bnl (2%) acquisita precedentemente dal gruppo di Gnutti sotto forma di prestito azionario.
La plusvalenza ottenuta dai fratelli Lonati sarebbe finita, secondo l'ipotesi di lavoro degli inquirenti romani, nelle casse di Hopa.