E' nata la combriccola del «boletus»

ALBAREDO ARNABOLDI.Più o meno un quintale a testa, chilo più o chilo meno: questo il raccolto di funghi totalizzato da metà maggio a pochi giorni fa, in boschi dell'appenino pavese, ligure e toscano, da un gruppo di amici oltrepadani appassionati di questa attività che sta a metà fra l'ecologico e l'enogastronomico.
Il gruppo di questi appassionati fungaioli è talmente affiatato dall'essersi ormai organizzato in una vera e propria «Combriccola del boletus», di cui fanno parte anche altri appassionati dell'hinterland milanese. «Organizzare le spedizioni in gruppo, dicono, non è difficile. Basta rispettare orari e regole ben precise». Mai come quest'anno la raccolta è stata cosi copiosa: c'è chi azzarda che non accadeva da almeno 50 anni. Lo conferma anche il più anziano del gruppo, Nando Gramegna, 79 anni, macchinista delle Fs in pensione, ma ancora oggi fra i più agili a percorrere sentieri e boschi, anche per cinque-sei ore di continuo. Ci vuole preparazione fisica, passione e soprattutto... tanta pazienza nella ricerca dei funghi. Il record dei dieci quintali di funghi raccolti, sempre e comunque nel totale rispetto delle norme locali, è equamente distribuito fra gli amici della 'combriccola" che, oltre a Nando Gramegna, comprende Emilio Bianchi, Tonino Gramegna, Paolo Orazi, Claudia e Mary Garbarini, Pepi Del Bo ed Alberto Cavazza. Sono state occasioni per socializzare, stare insieme, camminare per ore nei boschi, a contatto con la natura in tutte le sue stagioni, da quella primaverile a quella autunnale. Praticamente si è trattato di una stagione da 'incorniciare" che andava festeggiata, come è avvenuto al ristorante 'Rubinie del Po" dello chef Edo Verri. Alcuni della 'combriccola", adesso punteranno anche sui tartufi: in Oltrepo ci sono zone ad alta vocazione, anche per la pregiata tipologia del tartufo bianco. Se i funghi sono stati tanti, non altrettanto dicasi per il pronostico relativo al tartufi: non è ancora ben chiaro se si tratta solo di cautela o scaramanzia, ma la previsione è fiacca dal punto di vista del raccolto anche se, anche in questo caso, i conti si faranno alla fine e cioè non prima di metà dicembre. Intanto il bilancio dei funghi è di quelli da raccontare ad amici, parenti e conoscenti...
Pierangela Ravizza