Al debutto Mucca Condy Rice
MARZANO.Mucca Ercolina va in pensione e arriva Mucca Condoleeza Rice. Per combattere una nuova battaglia sul prezzo del latte.
Ad annunciare le agitazioni, otto anni dopo, sono circa sessanta allevatori riunitasi mercoledi sera in un pub di Marzano, presenti anche un gruppo di produttori della zona di Abbiategrasso e un'altro del Lodigiano.
Francesco Menchini, veterinario di Roncaro e uno degli organizzatori del nascente movimento, spiega la ragione fondamentale dell'iniziativa: «Vendere il latte alle industrie trasformatrici a 32 centesimi al litro fa morire le nostre aziende. Dovremmo spuntarne almeno 51 per stare sul mercato. Cinque ditte della provincia hanno chiuso nell'ultimo periodo, ne sono rimaste meno di ottanta. Altre saranno costretti ad alzare bandiera bianca. Mucca Condoleeza Rice sarà il nostro ministro degli esteri, girerà per tutte le piazze della Lombardia e chiederà alla Regione di scendere in campo con un tavolo di mediazione e alle organizzazioni sindacali agricole di sostenerci: finora solo alcune si sono mobilitate. Ma cercherà di convincere anche i consumatori, che accettino un piccolo sacrificio nell'interesse di tutti».
«Non possiamo più andare avanti cosi - continua Menchini - qui chiudiamo tutti, prima o poi. Siamo come tanti chicchi di caffè nel macinino, ci sbattiamo l'uno con l'altro ma verremo macinati tutti. I margini di guadagno sono talmente ridotti che molte aziende sono ridotte al lumicino e non riescono nemmeno a raggiungere il pareggio. Impossibile investire nell'ammodernamento degli impianti, non si riesce nemmeno a fare le manutenzioni. Il benessere è rimasto per i grandi allevatori che hanno lottizzato, pagato i debiti, comprato le quote produttive. Ma anche costoro non devono illudersi: la legge del macinino li triturerà inevitabilmente. Chi non può comprare le quote di produzione è condannato a chiudere».
Gli accordi comunitari, secondo Menchini, hanno duramente penalizzato l'Italia: «Le quote di produzione di latte sono state ridotte del 48% rispetto alle esigenze delle aziende. Il latte non può essere conservato a lungo, quello che non si vende bisogna buttarlo via. Gli industriali trasformatori ci pongono l'aut aut: o si vende alle loro condizioni o loro comprano il latte del nord Europa. Il cittadino comnsumatore deve convincersi che il nostro latte va pagato almeno a 51 centesimi al litro».
Avete mobilitato le organizzazioni sindacali agricole? Menchini: «Sono state informate delle nostre iniziative, ma la loro risposta per ora è o inesistente o interlocutoria. Alla riunione di Marzano c'erano l'Unione agricoltori con il presidente Giovanni Desigis e l'associazione Aprolat con il presidente Giovanni Beretta, che non hanno preso impegni. Coldiretti e Cia invece non c'erano, quest'ultima aveva l'attenuante di essere stata avvisata in ritardo. Abbiamo chiamato la mucca Condy Rice per esprimere il concetto 'Col dolcezza". Cioè puntiamo sul dialogo, per convincere l'opinione pubblica della bontà delle nostre ragioni. Ercolina? E' alla cascina Malpaga di Marzano, resta una bandiera storica. Altrove si sono svegliati. La Coldiretti di Lodi, ad esempio. Invitiamo tutti alla prossima riunione martedi (oggi, mdr) a Codogno».
Ma la grande maggioranza degli allevatori pavesi si mobilita o no? «C'è un problema - risponde Menchini - quello del latte venduto in nero, cioè al di fuori delle quote di produzione decise in sede comunitaria. Per colpa di pochi furbi paghiamo tutti. Ci vorrebbero severi controlli della Guardia di Finanza».