Il caso Milingo in discussione in Vaticano

CITTA' DEL VATICANO.Benedetto XVI consulta i capi dei dicasteri d'Oltretevere sul caso Milingo. A fare da sfondo alla riunione che si terrà nel Palazzo Apostolico la mattina del 16 aprile lo spettro di un altro scisma. Monsignor Milingo, arcivescovo ribelle scomunicato'latae sententiae' a settembre per aver ordinato negli Stati Uniti in modo illecito quattro vescovi sposati, sembra essere uno dei casi da gestire più spinosi e delicati degli ultimi anni. Tra gli argomenti in agenda oltre a Milingo e al connesso tema dei viri probati è stato inserito anche l'annoso capitolo relativo al rientro dei lefebvriani. Dopo un quinquennio di relativa quiete in Vaticano erano in molti a giurare che il caso Milingo fosse archiviato definitivamente, ma l'ennesimo colpo di scena l'arcivescovo, fuggito da Zagarolo quest'estate e riapparso negli Stati Uniti a fianco di Maria Sung ha sparigliato le carte. In una conferenza stampa a Washington, Milingo non ha esitato a contestare la disciplina della Chiesa in materia di celibato sacerdotale. Dalle sue dichiarazioni si faceva largo una rottura insanabile. Il 24 settembre l'inevitabile è accaduto. Milingo, nonostante i tentativi del Vaticano, ha ordinato vescovi quattro sacerdoti sposati, tutti appartenenti all'associazione da lui fondata'Married priest now'. Per lui non poteva che arrivare automatica la scomunica. «Noi non accettiamo questa scomunica e amorevolmente la rimettiamo a Sua Santità» era stata la risposta dell'arcivescovo africano. «Guardate cosa è successo coi vescovi di Lefebvre, dopo una ventina d'anni hanno cominciato ad essere riaccolti dalla Chiesa. Accadrà anche a noi», aveva aggiunto. Intanto Milingo si è fatto vivo via lettera sia col Papa che con la conferenza episcopale americana. Le richieste che avanza riguardano l'inserimento a pieno titolo dei preti e dei vescovi sposati e l'istituzione di una Prelatura. «Temo che monsignor Milingo abbia imboccato una via di non ritorno. Noi preghiamo Dio affinchè posi su di lui la sua mano. Se avesse un ripensamento sarebbe sicuramente possibile un suo ritorno. Si tratterebbe, tuttavia, di una vita ritirata, magari in un convento»