Agevolazioni ai nuovi alberghi

PAVIA. Volendo semplificare al massimo una deliberazione che proprio semplice non è, si potrebbe dire che d'ora in avanti costruire un albergo sul territorio comunale di Pavia costerà meno di prima. Il consiglio comunale ha infatti votato e approvato, con alcuni emendamenti, la determinazione del costo di costruzione e del relativo contributo per alcuni tipo di interventi urbanistici.
Per l'esattezza, gli interventi presi in considerazione sono quelli con destinazione commerciale, terziario direttivo, turistico alberghiero ricettivo. In precedenza ogni operatore del settore edile presentava al Comune una lista con il costo che aveva sostenuto. Su tale somma, doveva pagare il 10 per cento sul nuovo e l'8 per cento sulle ristrutturazione. Poi è intervenuta una legge regionale che ha disposto il passaggio da una percentuale variabile a un costo medio, forfettario e, soprattutto, fisso. La Regione aveva investito i Comuni del compito di fissare proprio tale costo medio. La definizione di questa cifra è stata fatta sulla base della pubblicazione 'Prezzi tipologie edilizie" del Collegio ingegneri e architetti di Milano. «Per controbilanciare la rigidità di un costo medio - spiega l'assessore all'Urbanistica, Franco Sacchi - tuttavia, sono state differenziate le tipologie di intervento facendo riferimento alle norme tecniche di attuazione del piano regolatore». E cosi si è stabilito che il calcolo percentuale debba essere fatto sulla base di tali categorie: per il turistico alberghiero ricettivo 1.000 euro il metro quadro; 850 per il ricettivo assimilato al residenziale (convitti, case degli studenti ecc.); 900 per le strutture commerciali di piccole dimensioni; 650 per le strutture commerciali di media e grande dimensione; 950 per il terziario direzionale; 850 per il terziario assimilabile all'edilizia residenziale di tipo medio. Fissate le quote, si trattava di stabilire la percentuale da calcolare su tali indicatori. Nella formulazione inizialmente presentata al consiglio comunale, si era deciso di passare dal 10 all'8 per cento per il nuovo e dall'8 al 6 per cento per le ristrutturazioni. Ma poi il consiglio ha accolto alcuni emendamenti. In particolare i consiglieri Fabrizio Fracassi (Lega Nord) e Cristina Niutta (Fi) hanno proposto queste 'modifiche": nel settore delle strutture turistico-alberghiere, si è scesi dall'8 al 4 per cento per gli edifici di nuova realizzazione e dal 4 al 2 per cento per le ristrutturazioni; viceversa, il commerciale di medie e grandi dimensioni è salito dal previsto 8 per cento al 10 per cento. Il consiglio comunale ha accolto tali emendamenti che sono entrati a far parte della norma. In particolare il consigliere Fracassi ha sottolineato come, in una città con vocazione turistica ma con bassa recettività alberghiera, sia auspicabile favorire il più possibile i nuovi insediamenti. Insomma, se Pavia vuole attirare più turisti, deve anche offrire loro più possibilità di pernottare in albergo. (f.m.)