Lesbica in dolce attesa, lui però è gay
LONDRA.La donna più potente della tv britannica, Dawn Airey, avrà presto una figlia. Fin qui nulla di strano o di particolare, se non fosse che la bambina sarà messa al mondo da Jacquie, da quattro anni sua compagna fissa, e che Jacquie è stata fecondata con il seme di un amico gay di lunga data. Quarantacinque anni, a capo della compagnia del tycoon Rupert Murdoch, la top manager ha scoperto tardi la sua natura lesbica: sei anni fa si è divisa da Martin Peace, editore di periodici, dopo un'unione eterosessuale durata diciannove anni. La compagna Jacquie Lawrence - una bionda dal dolce sorriso - ha anch' essa 45 anni, è un'attivista per i diritti degli omosessuali e ha lavorato come producer prima a Channel 4 e poi a BskyB dove ha spesso sfornato programmi incentrato su lesbiche e gay. La coppia condivide una casa a Chiswick, nel West London. Secondo le indiscrezioni, entrambe sono al settimo cielo per la gravidanza realizzata grazie alla fecondazione artificiale. «Non vedono l'ora di diventare genitrici», progettano di ampliare la villa che posseggono nella pittoresca campagna attorno a Oxford, dove vanno qualche volta per il week-end. Il padre biologico è un amico di«Scary Airey» che convive con un altro uomo e si è impegnato ad avere «un ruolo attivo nell'educazione della bambina». «Il rapporto tra Dawn e Jacquie - ha confidato una fonte al quotidianoDaily Telegraph - è molto robusto. Dawn era smaniosa di fare qualcosa che mostrasse il suo impegno per questo legame. Si dedicano una all'altra e ad entrambe avere un figlio è sembrata la cosa giusta da fare». Di sicuro non ci saranno problemi di soldi per tirar su la nascitura, che dovrebbe venire alla luce a marzo: la donna alla quale Murdoch ha affidato la gestione della tv satellitare britannica incassa circa un milione e mezzo di euro all'anno e potrebbe guadagnare ancora di più se nel prossimo futuro diventerà chief executive della tv commerciale via etere Itv, dove ha mosso i primi passi. Miss Airey è una super-veterana del piccolo schermo.