Anche tenere i conti sarà più caro

VENEZIA. Conti alla mano tra il decreto Bersani-Visco e la Finanziaria il prossimo anno la maggior parte delle imprese italiane pagherà almeno 300 euro in più rispetto al 2006 in termini di costi contabili. Lo afferma l'associazione artigiani Cgia di Mestre sulla scorta di una rilevazione del proprio ufficio studi. Si tratta, per la Cgia, di un esborso destinato a lievitare per le aziende di dimensioni maggiori.
Ma che riguarda anche i semplici contribuenti che risentiranno di un aggravio di quasi 100 euro. Tra gli adempimenti più onerosi che riguardano esclusivamente le realtà produttive - secondo la Cgia - ci sono quelli relativi alla realizzazione dell'elenco clienti e fornitori. Una procedura per cui il titolare dell'azienda deve spendere almeno 100 euro. Segue poi l'invio telematico dei corrispettivi (costo 50 euro) e l'obbligo dei pagamenti telematici delle imposte per i soggetti titolari di partita Iva. E sono altri 50 euro. «Ed è la quantificazione minima - rilevano alla Cgia - ma rimane comunque un onere in più per gli imprenditori sia in termini economici che burocratici». Ai 300 euro gli esperti dell'associazione artigiani mestrina arrivano con altri sei adempimenti che riguardano anche coloro che non hanno un'azienda o una partita Iva. Le novità entrano in campo, infatti, quando si parla di dichiarazione dei redditi e di modello unico. Gli intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni dei redditi, ad esempio, saranno obbligati - secondo la Cgia - a comunicare ai propri assistiti le comunicazioni di irregolarità trasmesse dall'Agenzia delle Entrate. Nella dichiarazione dei redditi, nel quadro dei fabbricati, poi, dovranno essere esposti per ogni immobile i seguenti dati aggiuntivi: indirizzo, codice comune, identificativo catastale.