«Non lasceremo l'Afghanistan»

«LA COMUNITA' internazionale non può abbandonare l'Afghanistan, anche perché una sconfitta della democrazia in Afghanistan sarebbe un colpo grave per tutta la comunità internazionale». Lo ha affermato ieri il ministro degli Esteri Massimo D'Alema nel corso di una sua missione lampo a Kabul. D'Alema ha quindi rilanciato la sua idea di una conferenza internazionale sull'Afghanistan.
«Il nostro messaggio è molto semplice - ha detto il capo della diplomazia italiana al presidente afghano Karzai - l'Italia sostiene e intende continuare a sostenere il processo di democratizzazione, stabilizzazione e pacificazione dell'Afghanistan». Dunque, ha precisato D'Alema, «è necessario rilanciare l'azione internazionale e per questo l'Italia propone una conferenza che serve a coordinare meglio l'impegno di tutti i paesi e le istituzioni impegnate nel paese». Quello che D'Alema ha definto un «grande impegno», a suo giudizio non può essere di natura esclusivamente militare, ma anche politico, economico, culturale e deve comprendere in primo luogo una forte lotta contro il terrorismo, senza sottovalutare la battaglia contro la coltivazione dell'oppio e produzione della droga, fonte e risorsa finanziaria primaria per i «signori della guerra» che controllano alcune regioni del paese. Il presidente Karzai si detto d'accordo con il ministro italiano, precisando che alcuni «successi» in questa direzione sono stati già raggiunti, ma che «alcune difficoltà ancora permangono». D'Alema a sua volta ha ricordato che alcune regioni dell'Afghanistan sono «esposte tuttora alla violenza».
Il ministro degli Esteri italiano ha poi indicato la via più coerente per mettere in moto il processo di stabilizzazione della regione, quella di coinvolgere in tale processo anche i paesi confinanti, come l'Iran e il Pakistan, i quali dovrebbero dare «un impegno serio e coerente sulla stabilità». D'Alema ha sottolineato che la sua proposta di convocare una conferenza internazionale per l'Afghanistan è stata presentata e discussa con alcuni partner europei, come la Spagna e la Francia.
Della revisione della strategia politica e militare in Afghanistan, D'Alema parla infatti da tempo. «In Afghanistan si mette male», aveva confidato mesi indietro nel corso di un' intervista. «Si mette male, in parte, perché gli Stati Uniti hanno concentrato i loro sforzi maggiori in Iraq, e poi perché in Afghanistan c'è stata una strategia inefficace che ha sottovalutato gli aspetti politici ed economici», aveva spiegato il ministro degli Esteri. Conclusi i suoi incontri con le autorità afgane, il ministro degli Esteri ha fatto una visita anche al contigente militare italiano di Camp Invicta, a Kabul. D'Alema ha voluto «ringraziare tutti gli italiani, militari e civili che a Kabul ed Herat stanno contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di pace e stabilità». (a.g.)