Nuova Irpef e bolli auto, si della Camera

ROMA. Si della Camera alla nuova curva Irpef, ai nuovi assegni familiari, all'aumento del bollo auto, al superbollo per le auto più potenti. Passa l'emendamento del governo all'articolo 3 e cambia il calcolo delle tasse per milioni di famiglie, con quelle che hanno redditi fino a 40-45mila euro che pagheranno meno tasse e chi ha un reddito oltre i 75mila certo che ci rimetterà. Tira un sospiro di sollievo lo sport italiano che ritrova 33 milioni di sovvenzione al Coni, mentre le Università denunciano di essere vicine al «soffocamento», con il ministro Fabio Mussi che giudica la norma sui tagli del 20% ai consumi intermedi «una batosta pesantissima». Polemica di giornata quella sul Tfr. Un annunciato emendamento del governo crea confusione su un punto chiave.
E cioè: chi lascia all'azienda il suo Trattamento di fine rapporto, la liquidazione, a chi deve chiedere eventuali anticipazioni? Nell'emendamento salta fuori l'Inps, ma nel protocollo d'intesa fra sindacati e governo era stato detto ben chiaro che il rapporto deve essere sempre fra dipendente e azienda. I sindacati protestano, mezza maggioranza li appoggia.
Cambiano le aliquote.Cinque aliquote, quella massima (43%) che parte da 75mila euro di reddito invece che da 100mila. Poi c'è il 23% fino a 15mila, il 27 fino a 28mila, il 38 fino a 55mila, il 41 fino a 75mila.
Detrazioni non deduzioni.Il sistema di Tremonti era basato sulle deduzioni di reddito, quello di Visco sulle detrazioni di imposta. Quelle sui figli partono da 800 euro. Poi ci sono gli assegni familiari, fino a 12mila 500 euro valgono 1650 euro a figlio, ma l'aumento è generale: il 15%.
Chi perde, chi guadagna.Perde chi ha redditi alti e altissimi (oltre 1780 euro in più sopra i 150mila euro), ma fino a 40-45mila euro ci si guadagna, gli errori della prima versione sono stati corretti.
Niente tasse.I lavoratori dipendenti non pagano tasse per redditi fino a 8mila euro, i pensionati fino a 7500, cifra che sale a 7mila 750 euro se hanno più di 75 anni.
Tfr, interlocutore unico.A chi si chiede l'anticipo del Tfr? «L'emendamento preparato dal governo è una palese violazione degli accordi», dicono Cgil, Cisl e Uil. Ragione semplice, l'emendamento prevede che il soggetto a cui chiedere sia l'Inps. «Posso confermare che il rapporto sarà sempre fra lavoratore e azienda», rassicura il sottosegretario all'Economia Nicola Sartor. Ma in serata arriva una nota di Padoa-Schioppa, ministro dell'Economia: «Il testo dell'emendamento che verrà presentato in aula prevede, in linea con gli accordi sottoscritti con le parti sociali, che il lavoratore debba rivolgersi ad un interlocutore unico per la riscossione di tutto quanto gli è dovuto ai sensi del Tfr». Di azienda non si parla.
Cambi in corsa.Il governo ha presentato 70 emendamenti che verranno discussi alla Camera. Dentro c'è di tutto, dagli stipendi dei giovani magistrati ai contributi per i terremotati, ai maggiori poteri per il capo della polizia. Alcuni arrivati dalla Commissione Bilancio, invece, sono già stati approvati.
Speculazioni stangate.Uno riguarda gli immobili. Sale dall'attuale 12,5% al 22% l'aliquota di tassazione sulle plusvalenze realizzate dalla compravendita speculativa di immobili costruiti o acquistati da non più di 5 anni.
Novità per le spiagge.Un emendamento approvato in Commissione è foriero di contestazioni estive sul bagnasciuga. Introduce il limite di 25 anni per le concessioni (era 50) e, oltre al libero accesso alla battigia dagli stabilimenti dà la possibilità di sostare davanti all'arenile in concessione. Insomma, mettere l'asciugamano fra i pedalò dello stabilimento.
51 per il 5 per mille.Cinquantuno senatori dell'Unione sottoscrivono un appello al governo perché sia riconfermata la reintroduzione del 5 per mille dell'Irpef destinato al settore no-profit e alla ricerca. A seguire polemica di Fini con il governo e risposta secca dell'Unione: «L'emendamento c'è già».