Ottobrini si tira fuori «Non dipende da noi»
PAVIA. «Non possiamo prendere iniziative che non ci competono». Luigi Ottobrini, presidente della Federbasket provinciale pavese, alza le braccia sul caso Carlucci, il ragazzo della Cat che ha avuto un grave infortunio di gioco e che si trova sprovvisto di un'adeguata copertura assicurativa: «Come Federazione provinciale non abbiamo potere decisionale, tutte quello che riguarda l'adeguatezza dell'assicurazione obbligatoria viene deciso a livello nazionale e non è questa la sede per discuterne».
Le cose stanno cosi e la Federbasket può fare poco, per non dire nulla. E' questa la tesi di Ottobrini, che si dice impossibilitato a risolvere la questione. La copertura assicurativa di base è davvero minima e in caso di incidenti gravi gli atleti dovranno pagare di tasca propria le cure, anche se molto costose. Sarebbe però il caso di sensibilizzare i singoli, in modo che siano quanto meno informati sui rischi ai quali vanno incontro in caso di infortuni gravi e cosa coprono le eventuali assicurazioni integrative dei club. In modo da stipulare, nel caso lo desiderino, un'ulteriore assicurazione privata. Visto che un incidente in campo può sempre capitare e in tanti potrebbero trovarsi nella situazione di Carlucci: «A livello teorico posso anche essere d'accordo - sostiene il presidente Ottobrini - ma sono perplesso sulla possibilità di rendere partecipi i singoli atleti: questo contatto diretto con la Federazione è irrealizzabile. Il punto di riferimento per i giocatori è la società. Poi è chiaro che dipende dai club decidere, autonomamente, se prendere o meno certe iniziative». Magari la Federazione potrebbe farsi carico di spingere sui singoli club affinché ciò avvenga: «In provincia di Pavia ci sono più di 40 club - replica Ottobrini - devo dire che tutte le volte che si convoncano le riunioni c'è una scarsa partecipazione, come peraltro altrove in Lombardia e in misura maggiore nel resto d'Italia. Non siamo in grado di assicurare come Federazione più dell'ordinaria amministrazione, né credo venga richiesto, anche perché i mezzi a nostra disposizione sono molto ridotti. Né d'altronde possiamo prendere iniziative che non ci competono». Quindi per Ottobrini non si può fare nulla e le cose non stanno cosi da oggi: «Sinceramente dispiace per il ragazzo che ha subito l'infortunio - dichiara il presidente - Però che ci sia una scarsa copertura assicurativa è ben noto, non solo agli addetti ai lavori. E' sempre stato cosi, non c'è assolutamente niente di nuovo o insolito. Credo sia un'eccezione il non saperlo». (cla.cuc)