Belgioioso, un'irruzione al «Trani» per rubare i soldi dai videopoker
BELGIOIOSO. Attirati dai videopoker. Non certo per giocare, ma per sottrarre le monete che altri clienti, giocando, avevano 'depositato". I ladri, l'altra notte, hanno preso di mira il pub 'Al Trani" di Belgioioso. Sono entrati da una porta secondaria e hanno scassinato le macchinette. Poi, non contenti, hanno preso anche il proiettore maxi-schermo che il gestore aveva comprato da poco e diverse bottiglie di liquori dagli scaffali. Un modo, forse, per festeggiare il colpo una volta lontani dal luogo del misfatto. Perché le monetine dei cosiddetti 'videopoker" rappresentano, in molti casi, un consistente bottino.
Le attuali macchinette all'interno di pub e bar, dopo la modifica della legge che li consegna al controllo dello Stato, sono una specie di 'ricco" salvadanaio. Contengono solo monete, certo, ma in quantità tali da poter garantire l'elargizione di un premio, anche di diverse centinaia di euro. Per questo sono diventate, da qualche mese a questa parte, il bersaglio dei ladri. I casi sono in aumento. Il furto al pub 'Al Trani" è solo l'ultimo in ordine di tempo. Il gestore, Paolo Palladini, si è accorto dell'ammanco quando, verso le 23 dell'altra sera, ha aperto il locale, situato sulla statale per Cremona, dopo il giorno di chiusura. I ladri sono entrati da una porta del retro. L'hanno forzata e poi hanno scassinato le macchinette per recuperare il denaro che vi era contenuto. Una refurtiva difficilmente quantificabile, perché i gestori dei locali non possiedono chiavi né hanno la possibilità di controllare le somme. «Bisogna trovare una soluzione - dice il gestore, Palladini -. I ladri non entrano in un bar per portare via liquori. Entrano, invece, perché sono certi di trovare denaro all'interno dei videopoker. Cosi noi non solo paghiamo le tasse sugli apparecchi, ma dobbiamo anche pagare i danni che fanno i ladri entrando nei locali. Forse sarebbe più utile tornare ai vecchi videopoker e dispensare la vincita attraverso i crediti». Sul caso indagano i carabinieri di Pavia. (m. fio.)