Case popolari, c'è il bando per le assegnazioni

PAVIA. Il bando per l'assegnazione delle case popolari è aperto. Le domande potranno essere presentate sino al 29 dicembre 2006. Le richieste vanno indirizzate ai cinque Caf (centri di assistenza fiscale) convenzionati con il Comune. L'ufficio casa del Mezzabarba è a disposizione per richieste di chiarimento. Il nuovo bando Erp è stato presentato ieri mattina in conferenza stampa. Lo hanno illustrato l'assessore ai servizi sociali, Francesco Brendolise, e il dirigente Ivana Dello Iacono. Lo scorso anno sono stati assegnati 73 alloggi popolari su 873 aventi diritto.
I cinque Caf ai quali rivolgersi, e che presteranno servizio gratuito, sono quelli delle Acli (viale Cesare Battisti 106), Agriservice (corso Mazzini 6), Uil (piazza Botta 1), Cisl (via Rolla 3) e Cgil (viale Damiano Chiesa). I requisiti sono analoghi a quelli degli scorsi anni. Può partecipare al bando chi abbia cittadinanza italiana, o di uno Stato dell'Unione europea o lo straniero se in possesso di carta o permesso di soggiorno; chi sia residente nel Comune di Pavia; chi non abbia ricevuto in proprietà alloggi realizzati con contributo pubblico; chi abbia un reddito Isee-erp non superiore a 14.000 euro o, in alternativa, Ise-erp non superiore a 17.000 euro. Sono esclusi quanti abbiano destinato in passato l'alloggio popolare ad attività illecite, o siano stati sfrattati da alloggi Erp negli ultimi 5 anni per morosità. Ma quale è la situazione al momento? Nel 2005 vennero presentate 923 domande. Ne furono ritenute ammissibili 823. Il Comune ha proceduto a 73 assegnazioni. Nei due anni precedenti erano state, rispettivamente, 52 e 36. Dei 73 alloggi, 25 sono stati assegnati in deroga. Cioè prescindendo dalla graduatoria per fare fronte a particolari situazioni di emergenza. Sono stati fatti anche 10 cambi di alloggio. Generalmente per soggetti che hanno gravi disabilità e avevano bisogno di una casa a pian terreno. Il problema dei cambi di alloggio, però, rimane. «Stiamo valutando un sistema di bandi anche per i cambi», ha detto l'assessore. Un'operazione che richiederà di incrociare i data-base del Comune e dell'Aler. Nel corso della conferenza stampa è emerso anche il sospetto di sfratti per morosità fraudolenti. In sostanza un accordo tra proprietario e inquilino, con quest'ultimo che si fa dare lo sfratto nella speranza di poter ottenere cosi la casa popolare. «Chi lo fa - ha aggiunto Brendolise - lo fa a suo rischio e pericolo». «Lo sfratto esecutivo - ha aggiunto la dottoressa Dello Iacono - è condizione necessaria, ma non sufficiente per l'assegnazione della casa».
Naturalmente il Comune effettua controlli. Ogni anno viene effettuata l'anagrafe dell'utenza. Ai destinatari viene chiesto di ripresentare la documentazione reddituale. In ogni caso, da quest'anno, un regolamento regionale consente lo sfratto anche dalle case popolari nella circostanza che la morosità sia reiterata.