Il malessere della Lega: Broni, una ferita aperta

BRONI.Molti i commenti sollevati dalle parole di Luigi Vecchietti della Lega Nord in riferimento alle scelte dei candidati alle comunali di Broni e alle provinciali avvenute all'interno della Lega Nord. Una tempesta sollevata dal fatto che la sezione bronese della Lega é commissariata e un gruppo di militanti tra cui Vecchietti, sono sotto inchiesta politica interna per verificare quanto sia stato l'impegno degli iscritti bronesi negli appuntamenti elettorali di maggio.
Non ci sono conferme ufficiali da Fabio Lambri che con Sebastiano Rinaldi, ha l'incarico dal commissario provinciale Raffaele Volpi di aiutare il commissario della sezione bronese Ferrari Bardile e svolgere un'approfondita analisi dei fatti avvenuti in Lega che hanno portato alla debacle del Carroccio nella sua roccaforte provinciale. Lambri non dà spiegazioni e non commenta nemmeno le voci di eventuali pressioni sugli iscritti della Lega in campagna elettorale perché non votassero Braga ma nomi di altre liste. Lambri si trincera dietro il più stretto riserbo limitandosi a dire: «L'indagine politica é in corso. Comunque a Broni esiste una sezione con un buon numero di iscritti e un'ottima storia politica, un nucleo proiettato verso il futuro. Se ci saranno provvedimenti, la Lega di Broni sopravviverà bene».
La situazione però sembra destinata a sbloccarsi prima del congresso provinciale del 12 novembre mentre Luigi Vecchietti, intanto, evitando le polemiche, dà la sua versione dei fatti della campagna elettorale: «La sezione di Broni non é stata mai coinvolta nelle decisioni pur avendo espresso la proposta di Ezio Maggi sindaco, Vittorio Braga assessore comunale, Cesare Ercole vicepresidente della Provincia, Elisabetta Troysi presidente dei Comuni Oltrepò Orientale, Giorgio Montagna in Comune a Broni e in Provincia e Carlo Faravelli in Comune a Broni e nell'Spa. Questa proposta serviva ad impiegare al meglio tutte le risorse umane presenti potenziandole al meglio. Invece - racconta Vecchietti - nonostante queste proposte fossero state sostenute anche dalla maggioranza del direttivo provinciale, si é pensato di commissariare la sezione bronese e imporre dall'alto le candidature». Un comportamento che nascerebbe, secondo Vecchietti dalle anime presenti nella Lega. Vecchietti avrebbe segnalato queste cose in un paio di lettere inviate ai vertici della Lega non ricevendo alcuna risposta. E conclude: «Sto cercando di capire perché mandare un candidato provinciale di Broni a Casteggio dove la Lega prende -37% dei voti rispetto alle regionali, perché a Voghera la Lega scende del 22% e nella roccaforte di Broni ci si candida a perdere il Comune e il seggio provinciale. E voglio anche capire come mai a Montecalvo nelle regionali 2005 si é raccolto il 14% dei consensi mentre alle ultime politiche la Lega non é salita oltre il 5,7%». (m.p.a.)