«La giunta faccia un giro a Tortona» Valmori tra stoccatine e consigli
VOGHERA.Una città che rivive ogni giorno la notte di Halloween: la Voghera che l'avvocato Giovanni Valmori descrive è una città che langue, prostrata dall'inchiesta sull'ufficio Urbanistica. «La psicosi collettiva che ha avvolto palazzo Gounela si sta ripercuotendo sulla città - dice Valmori -. La maggioranza non deve sentirsi ossessionata dalla magistratura, deve incontrarla per trovare il modo di riavviare la macchina comunale, nel rispetto delle reciproche autonomie». L'avvocato vogherese, padre del progetto «Voghera 2000», dà la carica al sindaco: «Torriani fa bene a sfogarsi, ma invece d'ipotizzare le sue dimissioni farebbe bene a licenziare gli assessori che non collaborano, per il bene di una città paralizzata».
Avvocato Valmori, rientra in politica?
«No in verità non ne sono mai uscito. Per lavorare al rilancio di Voghera mi sono impegnato come presidente della Pro loco. E poi 'Voghera 2000" continua a vivere sotto forma di movimento».
Cosa manca alla capitale dell'Oltrepo?
«Voghera non è una capitale, perché non ne ha la mentalità, i servizi e lo slancio. Dal 1960 sento parlare di Voghera capitale dell'Oltrepo...».
E qual è, invece, la realtà?
«Vedo ristagno più che negli anni passati. L'osservatorio della Pro loco mi ha aperto gli occhi. Ho visto piccoli paesi mostrare una vivacità che alla nostra Voghera mancano. Non bastano le iniziative exploit, il Comune deve diventare regista degli eventi».
Eppure la giunta ha rimesso a nuovo il centro e avviato progetti importanti: non basta?
«Ho apprezzato l'iniziativa di addobbare il salotto della città. E' stato certo un bene rifare via Emilia e i porfidi di piazza Duomo, ma la visione d'insieme dov'è? Non basta asfaltare strade. Bisogna pensare anche alla socializzazione. Mancano spazi. Anche solo per ascoltare musica o ballare bisogna uscire dalla città. Per non parlare della ricettività, a quota zero: gli imprenditori del settore non sono stimolati adeguatamente».
Da dove ripartire?
«Dal guardarsi attorno, dal chiedersi come mai Tortona è rinata. Chiedersi perchè, mentre in Oltrepo si perdeva tempo per mettersi d'accordo sull'interporto, Marcellino Gavio impiantava un colosso della logistica nel tortonese. Poi sarebbe il caso d'incentivare gli esercenti a rivedere gli orari d'apertura dei negozi. Oggi gli orari della vita in città non sono più gli stessi di 20 anni fa. Via Emilia, dopo le 20, quando i pendolari tornano, è una periferia: bar chiusi, serrande abbassate. I centri commerciali, che proliferano, sono aperti fino alle 22...».
Emanuele Bottiroli