«Ho rubato, ma per disperazione»

PAVIA. «Ero al San Matteo perché sono gravemente malato e sono stato come preso da un raptus. Per questo ho rubato, l'ho fatto per disperazione...». Moreno Barella, quarantacinquenne operaio saldatore di Cornale, finito in carcere per aver rubato in un reparto del Policlinico, si è difeso cosi davanti al giudice. Il quale ha convalidato il suo arresto e, accogliendo le richieste dell'avvocato Fabrizio Zavattarelli che lo assisteva, gli ha concesso gli arresti domiciliari. A parte il suo legale, è difficile che il giudice e il pubblico ministero Antonella Santi, gli abbiano creduto.
A rendere non esattamente credibilissima la sua versione, ossia quella del raptus e, come vedremo, di una sfortunatissima coincidenza, ci sono parecchie circostanze. In particolare la sua fuga per le strade interne dell'ospedale conclusasi con la sua cattura da parte di un medico e di un automobilista che passava da quelle parti. Va poi detto che l'operaio oltrepadano, che al momento lavora nella zona di Piacenza come saldatore presso la Snam, avrebbe un precedente penale. A suo favore, tuttavia, una normale vita familiare. Insomma, difficile da inquadrare. Ma a fornire qualche elemento di maggior sospetto, prendendo per buono il raptus - ossia il furto in reparto - sta il ritrovamento nella sua macchina di altri portafogli, di altre carte di credito. Oggetti rubati proprio nella zona tra Cremona e Piacenza e che lui sostiene di aver trovato. Il fatto non convince, ovviamente, ma l'avvocato Zavattarelli sottolinea come «Barella, pur essendo in possesso di quelle carte di credito, non le abbia mai utilizzate». Ed è noto che se non le si «sfrutta» appena dopo il furto, poi vengono bloccate e diventano inutili. Insomma, elementi a favore e contro l'uomo. Sarà poi il processo a chiarire cosa mai sia accaduto.
Al momento resta la ricostruzione della vicenda che lo ha visto finire in cella, anche se solo per una notte. Entrato al San Matteo per farsi visitare, aveva posteggiato l'auto nei pressi della messa e poi era entrato nel reparto di Otorino. Camminando lungo i corridoi aveva notato una stanza vuota, senza pazienti, e rapidamente aveva aperto un cassetto scoprendo un portafogli, un orologio e un cellulare. Oggetti che si è messo in tasca per poi allontanarsi. Non sappiamo se il «raptus» fosse arrivato a conclusione o se permanesse, sta di fatto che uscendo dalla stanza è incappato nel proprietario. Di qui l'allarme e la sua precipitosa fuga dal reparto.
Senonché la giornata di Barella girava davvero per il verso sbagliato. Un medico specializzando, infatti, si è messo al suo inseguimento. Arrivati in strada, Barella stava acquisendo vantaggio (il medico aveva gli zoccoli ai piedi), ma un automobilista ha partecipato alla «caccia» e qualche centinaio di metri dopo l'oltrepadano è stato bloccato. La polizia è stata informata dei fatti e, pochi minuti più tardi, Moreno Barella era in questura accusato di furto. E per lui, forse, i guai non sono finiti qui.