Gaza, le donne palestinesi scudi umani nella moschea

TEL AVIV.Un centinaio di donne palestinesi, fra cui molte casalinghe, sono intervenute ieri a Beit Hanun (a nord di Gaza) per soccorrere in extremis decine di miliziani palestinesi assediati nell'antica moschea al-Nasser, al terzo giorno di operazioni militari israeliane nella loro città.
Su iniziativa di Hamas le donne hanno organizzato un corteo che ha attraversato i vicoli della casbah, passando fra le posizioni israeliane da un lato e la moschea dall'altro. «Dovevamo andare a salvare i nostri figli» ha spiegato ad al-Jazira una delle dimostranti. La situazione per i miliziani sembrava compromessa. Le donne velate sono apparse all'improvviso verso le dieci di mattina. Hanno sfidato i soldati israeliani e alcune di esse hanno anche raggiunto la moschea. Secondo l'agenzia di stampa palestinese Maan sono riuscite a consegnare a una parte dei miliziani indumenti femminili. Nel trambusto questi sono riusciti a dileguarsi. Ma sul corteo nel frattempo era stato aperto il fuoco. Al Jazira riferisce che due donne sono rimaste uccise, mentre Haaretz scrive che una donna è stata colpita a morte, assieme con due adolescenti. Un portavoce militare a Tel Aviv ha riferito che i militari hanno colpito in quella fase sei miliziani armati. In serata ancora un attacco: un missile israeliano sparato, secondo fonti militari, per colpire un miliziano intento a deporre un ordigno, ha centrato una moschea di Beit Hanun, uccidendo un palestinese e ferendone altri. In precedenza altri tre miliziani di Hamas erano stati colpiti a morte nel rione di Sajaya (Gaza) mentre si apprestavano a lanciare un razzo verso Israele.
Secondo fonti palestinesi, in tre giorni di combattimenti a nord di Gaza sono rimasti uccisi 25 palestinesi mentre i feriti sarebbero 150-200. Un portavoce militare israeliano ha affermato invece che i palestinesi uccisi risultano essere 34. Nei combattimenti, mercoledi, è morto anche un soldato israeliano.