Nordi, l'arte di fare gol
CASTEGGIO. Il CasteggioBroni schianta il Voghera nel derby e nell'apoteosi del 4-1 finale è difficile trovare il protagonista assoluto. Di certo, quello ottenuto dai gialloblu in via Facchinetti, è un risultato che passerà alla storia. Per il secondo anno consecutivo i gialloblu espugnano il terreno di gioco dei rivali del capoluogo oltrepadano. Stavolta lo fanno in maniera netta, plateale. Dimostrando un gioco superiore a quello dei cugini in ogni reparto. Anche se in casa CasteggioBroni si tengono i piedi per terra e si cerca ora la continuità contro la Castellettese. Uno dei trascinatori è Omar Nordi, il più anziano del gruppo, autore di due reti.
Nordi, la rete del 2-1 segnata ieri su punizione ha riportato alla memoria un gol simile in Voghera-Pavia del 1999-2000.
«Era il mio primo campionato con la maglia azzurra, militavamo nel Cnd, l'attuale serie D. In quella gara, terminata 1-1, nel primo tempo colpii il palo su punizione. Nella ripresa arrivò il gol, sempre su calcio piazzato, ma nella porta opposta a quella dove ho segnato mercoledi».
Voghera esalta quindi il suo istinto del gol. E' normale: dopo tanto girovagare ti si può considerare ormai pavese d'adozione?
«Sicuramente. Mia moglie è pavese e mio figlio Manuel, che ha tre anni, è nato a Pavia. Dopo aver girato tanto ora sento la necessità di badare alla famiglia».
E' vero che già stai cercando casa a Casteggio?
«No, ho appena messo su casa a Pavia e non mi sposterò. Casteggio, però, è una realtà che vivo con piacere».
Nostalgia degli anni in maglia azzurra?
«I ricordi spesso riaffiorano, penso sia stato un grande periodo della mia carriera, ma non è più il tempo per certi pensieri. Ho 35 anni e giocare in serie D mi sta bene. La maglia azzurra l'ho vestita nei miei anni migliori».
Quest'estate l'approdo al CasteggioBroni. Dopo tre mesi di lavoro, contento della scelta?
«Sono sincero, il CasteggioBroni è quanto di meglio potessi trovare. Mi permette di restare vicino a casa, ma allo stesso tempo di militare in una categoria di buon livello. Inoltre mi trovo a meraviglia con i compagni e il mister».
La serenità dell'ambiente è da anni la caratteristica della realtà gialloblu. Ci si ritrova?
«Certo, condivido in tutto e per tutto l'avventura e il progetto del CasteggioBroni, dove ho trovato un ambiente entusiasta e una società seria. Stare qui mi permette di incarnare un modo di vivere che cercavo da tempo: ambiente tranquillo, vicinanza a casa, ma nel contempo un campionato che dà soddisfazione».
Prima dell'exploit di Voghera a gare di grande intensità con Borgomanero, Casale, Canavese avete alternato amnesie con Saluzzo, Savona, Giaveno: che succede?
«La squadra è giovane ed è stata rivoluzionata per sette undicesimi. Effettivamente ci è mancata la continuità. Ora dobbiamo concentrarci partita dopo partita, senza guardare il calendario e la classifica, e cercare di dare il massimo ogni domenica».
Pare di capire che il CastBroni non abbia ancora un obiettivo ben definito.
«A parte Savona, Casale e Canavese, che voglio la C2, tutte le squadre devono tarare il proprio obiettivo. La classifica è ancora corta e con i due punti persi a Saluzzo, il nostro rammarico più grande, saremmo nella zona medio-alta. Allora di obiettivi ne riparleremo tra qualche mese senza precluderci nessuna possibilità».
Secondo lei la serie D è la categoria adeguata alle potenzialità di due realtà come Casteggio e Broni?
«Assolutamente no. Con una gestione intelligente anche realtà più piccole sono approdate in alto.. Penso a Cittadella, Carpenedolo, Albinoleffe. Lo stesso Canavese ha strutture minori delle nostre e punta alla C2. Credo che in futuro si possa pensare di salire di un gradino».
Andrea Bonfichi