Ora la diocesi di Pavia cerca i nuovi volontari per l'Africa
PAVIA.Sempre più idee per la collaborazione della diocesi di Pavia con la diocesi zambiana di Monze. E per i prossimi mesi non solo si cercano nuovi giovani volontari che siano pronti a partire per l'Africa ma, in più, mobili prodotti in quella regione potrebbero presto arrivare, grazie al commercio equo e solidale, nel negozio Ad gentes di piazza Duomo. Tutto grazie alla seconda fase di collaborazione in un ponte di solidarietà tra Pavia e quel mondo che poi cosi lontano non è. Spiega tutto don Michele Mosa, responsabile del servizio promozione volontariato Caritas. 'L'equo e solidale - dice - è la carta vincente per il futuro nell'ambito di questo sodalizio. Sia nell'ambito dell'artigianato sia nell'ambito della falegnameria. Solo cosi si può arrivare ad aiutare in maniera concreta la popolazione del posto". E per questo abbiamo in mente di andare a realizzare laboratori all'interno dei quali i nostri giovani possano imparare a valorizzare le risorse a disposizione. Ed è per questo che cerchiamo anche giovani che li aiutino a imparare. Ragazzi che frequentano l'università che abbiamo voglia di stare qualche mese in Africa con noi". Il progetto Zambia, come si sottolinea dalla Diocesi, è un?attività di cooperazione multisettoriale. Qui si è già agito con la fornitura di materiale tecnico, logistico e di medicinali all?ospedale di Monze. Ma anche con l'invio di strumenti agricoli, macchine da cucire, biciclette, impiegati nell?ambito di scuole di formazione professionale gestite dalla diocesi. Per i prossimi mesi, dunque, la sfida diventa quella di fare in modo che la cooperazione diventi un vero cammino comune, attraverso l'intensificazione dei contatti personali sia in Italia che in Zambia, la stabilizzazione di una rete di commercio equo, l'organizzazione di viaggi di conoscenza, la presenza di volontari pavesi nei progetti gestiti dal Celim o dalla diocesi di Milano, collaboratrice, l'instaurazione di sostegni a distanza in maniera organica e continuativa. Per tutto questo chiunque può anche contribuire con una donazione: sarà senz'altro ben accetta e utilizzata per la costituzione di nuovi laboratori, come assicura don Michele. (ch.r.)