Trichet: non cambiate la manovra in Parlamento
ROMA. «Le cifre della Finanziaria non devono essere modificate nel corso dell'iter parlamentare». Jean-Claude Trichet, presidente della Bce (Banca centrale europea) non usa mezze parole per difendere il lavoro, in tema di conti pubblici, del nostro ministero dell'Economia. Trichet si dice «apertamente d'accordo con il governatore Draghi» che aveva rivolto al Parlamento l'invito a non stravolgere la manovra.
Inoltre difende il ministro Tommaso Padoa-Schioppa dagli attacchi del Financial Times, che ha bocciato il titolare del dicastero dell'Economia, relegandolo all'ultimo posto fra i ministri economici europei.
Le parole di Trichet dimostrano che i fari della Bce sono sempre puntati sui conti del nostro paese. «L'Italia - dice il capo dei banchieri dell'Eurotower - deve fare uno sforzo in più per tagliare la spesa pubblica, una riduzione della spesa sarebbe appropriata. La cosa più importante, in vista del risultato finale, è che il bilancio non venga svuotato».
«Preferiamo vedere tagli alla spesa - ha aggiunto Trichet - destinando tutte le risorse alla riduzione del deficit di bilancio. Una cosa è il deficit di bilancio ed il rispetto del Patto di Stabilità, un altro problema è invece il livello di spesa pubblica rispetto al Pil». E sul rapporto spesa-Pil, Trichet 'tira le orecchie" a tutti i paesi dell'area euro. «Siamo su una media molto elevata, ma in un contesto che cambia rapidamente ed in cui la competitività aumenta, questo non gioca a nostro favore», conclude il presidente della Bce.
L'invito che viene da Francoforte, all'Italia e agli altri stati dell'Eurozona, è quello di utilizzare i surplus di bilancio per ridurre il deficit (anche in considerazione del fatto che, finora, si sono potuti osservare solo piccoli miglioramenti). «Il Patto di Stabilità è stato rivisto - dice Trichet - ma ora i nuovi impegni devono essere centrati da tutti. E' essenziale che ci sia un consolidamento dei conti».
Infine, almeno per quanto riguarda l'Italia, Trichet si è apertamente schierato a sostegno di Padoa-Schioppa (per molti anni membro dell'esecutivo della Bce), bocciato l'altro ieri dal Financial Times. «Non ho letto l'articolo in questione - spiega - ma dissento. E dissento giudicando la persona, che ha responsabilità enormi e straordinariamente difficili. Forse il giornale ha fatto confusione tra le difficoltà e la persona».
La Bce si era riunita ieri per decidere se intervenire sui tassi e ha deciso di lasciarli invariati al 3,25%. Dunque ha rispettato le aspettive del mercato, ma contemporaneamente ha lasciato intendere che li ritoccherà al 3,50% nella prossima riunione del 7 dicembre. Trichet ha messo in guardia dai rischi di inflazione («restano alti») spiegando che esiste il pericolo di impennate delle quotazioni petrolifere che potrebbero ripercuotersi sui prezzi al consumo. E la crescita? Continuerà solida e robusta con un possibile rallentamento nel secondo semestre 2007. (g.f.)