In Sicilia dipendenti regionali in pensione dopo 25 anni

ROMA.I privilegi pensionistici dei dipendenti della Regione siciliana sono «inaccettabili» e il governo punta a «superarli» con la trattativa sulla riforma del sistema previdenziale che si aprirà a gennaio. Cosi il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha reagito alla sentenza della Corte dei Conti siciliana che ha accolto la richiesta di 102 dipendenti della Regione che chiedevano di andare in pensione di anzianità con 25 anni di contributi invece che con 35 come prevede la legge nazionale. «Si tratta di situazioni di privilegio - ha detto Damiano - che non possono essere accettate. Nel memorandum si parla di superamento dei privilegi. Vorrei superare queste situazioni, nei settori pubblici e privati, comprese quelle regionali». Non possono esserci - aggiunge ilministro - lavoratori italiani che dal 2008 dovranno avere per accedere alla pensione di anzianità 60 anni di età e 35 di contributi e insieme situazioni di questo genere con lavoratori che escono con solo 25 anni di lavoro. Nella trattativa che si apre a gennaio questo sarà uno dei punti che sarà sul tavolo».
«Il ministro Damiano mostra di avere idee confuse. I dipendenti della Regione siciliana hanno lo stesso trattamento pensionistico della pubblica amministrazione perchè cosi stabilisce la nostra legislazione», replica il presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro: e precisa che la norma che consentiva ai dipendenti della Regione di andare in quiescenza dopo soli 25 anni di lavoro «risale all'unico governo di centrosinistra della storia di Sicilia: quello presieduto da Angelo Capodicasa». «E' stato il governo da me presieduto - aggiunge - a cancellare questa possibilità ed uniformare il quadro normativo a quello nazionale. Dalle parole del ministro Damiano, però, sembra quasi che tutta questa storia non sia mai accaduta».