Telefoni in tilt, decine di famiglie restano isolate

PAVIA. I più arrabbiati li chiamano telefoni truffa, tra questi c'è anche Federconsumatori Pavia, che sta lavorando alacremente per sfidare chi sfida la pazienza, e soprattutto, i diritti degli utenti pavesi. Il riferimento va alle compagnie telefoniche che, nonostante proteste e segnalazioni, continuano a stipulare contratti sulla base di un presunto consenso recepito al telefono. Il riferimento va anche a compagnia come Tele2, che in questi giorni ha isolato decine di utenti, causa «ristrutturazione della linea», che al ricevitore ora sentono il silenzio più assoluto.
«Il call center riferisce che sono stati fatti lavori sulla rete telefonica, fatto sta che fino a ieri o non si riusciva a prendere la linea, oppure questa era occupata». Mario Spadini, presidente di Federconsumatori, non nasconde una certa irritazione. L'esempio che porta è quello di 'Teledue", che in questi giorni rappresenta il cruccio di decine di famiglie pavesi. Perchè il loro telefono, se prima funzionava male ora è muto.
«Hanno fatto una campagna di aggressione del mercato - prosegue Spadini - Viene affidato il compito di stipulare contratti ad agenzie di promotori, ragazzi che fanno di tutto per riuscire nel loro intento e danno per acquisiti clienti che in realtà non lo sono, perchè non hanno mai dato il loro consenso».
Il caso, emblematico è quello di un si ad un contratto strappato telefonicamente ad una persona che utilizza un apparecchio acustico, persona che nega di aver dato il proprio assenso. Anche in questo caso l'utente si è visto staccare dalla sera al mattino la rete Telecom e attivare quella di Tele2.
«Il fatto è che il settore telefonico in provincia di Pavia rappresenta un vero e proprio business - prosegue Spadini - Se il giro d'affari per la numerazione speciale è di circa 500 mila euro, quando guardiamo al valore della telefonia in sè, gli euro diventano 2,5-3 milioni. Ci siamo rivolti più volte all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Secondo il Codice del consumo i contratti per essere validi devono essere firmati dall'utente, ma ciò non avviene perchè per le compagnie telefoniche è sufficiente, appunto, una telefonata. L'Autorità avrebbe dovuto emanare un regolamento che però ancora non si è visto».
Resta tuttora aperto anche il problema delle numerazioni speciali. «Le compagnie telefoniche vorrebbero farle transitare anche in Adsl - dice il presidente di Federconsumatori Pavia - Noi invece abbiamo detto basta. Abbiamo accolto con soddisfazione il dichiarato impegno dell'Autorità, a partire dall'obbligo imposto dalla stessa a fatturare i servizi a sovrapprezzo, ossia le numerazioni 166, 899, 892, 144 ecc., e i servizi aggiuntivi in una bolletta diversa da quella della telefonia di base. Ciò, unitamente al divieto di sospendere il servizio telefonico di base in pendenza di dispute, o in generale in caso di insolvenza relativa a tali categorie di servizi, va nella direzione giusta, richiesta sempre con forza da Federconsumatori, di annullare l'assoluta certezza, per gli operatori 'disinvoltamente" aggressivi, di incassare somme per prestazioni mai richieste dai consumatori».
«Ci auguriamo - conclude Spadini - che il 'pacchetto" delle decisioni annunciate dall'Autorità sia tale da indurre gli operatori a mettere in atto un 'deciso" cambiamento delle proprie pratiche commerciali e gestionali nel pieno rispetto del principio di legalità e della tutela dei diritti dei consumatori».
Federconsumatori, riconoscendo all'Autorità di aver risposto in sintonia con le esigenze di tutela dei diritti dei consumatori, conferma il proprio «fattivo impegno ai lavori del 'tavolo di consultazione" perchè le 'buone intenzioni" annunciate dal presidente e dal consiglio dell'Autorità vadano a compimento».