Fiaccolata, la benedizione del Pontefice
PAVIA. Gli agostiniani di San Pietro in Ciel d'Oro hanno seguito in diretta tv, ieri mattina, l'annuncio ufficiale del Pontefice che annunciava - durante l'Angelus - l'arrivo della Fiaccola del Dialogo il 13 novembre «a Pavia, dove si trova la tomba del santo». In città, intanto, fervono i preparativi per celebrare l'evento su diversi piani: religioso, culturale, turistico.
Papa Benedetto XVI ha benedetto ieri mattina durante l'Angelus la Fiaccola del Dialogo giunta in piazza san Pietro, nel suo itinerario «sulle orme di Sant'Agostino». «Partita dall'antica Tagaste, in Algeria, la Fiaccola - ha ricordato il Pontefice - è passata da Ippona, Tunisi e Malta; giunta ad Ostia e quindi a Roma, partirà per Pavia. Volentieri benedico questa iniziativa dell'Ordine Agostiniano e questa Fiaccola, simbolo di fede e di pace».
Il 23 ottobre in Algeria, a Souk-Ahras, l'antica Tagaste che diede i natali a Sant'Agostino, è stata accesa la fiaccola, un messaggio di pace con cui gli agostiniani celebrano i 750 anni della nascita dell'Ordine. Per far si che l'esperienza umana e spirituale del santo costituisca un ponte tra le sponde del Mediterraneo e fra varie culture e religioni, la torcia accesa in Africa ha viaggiato per mare e per terra fino a giungere in Italia. L'iniziativa è stata promossa da Provincia Agostiniana d'Italia, Diocesi, Comune e Provincia di Pavia.
L'evento, il 13 novembre, richiederà un' 'organizzazione da protocollo ufficiale, con la presenza dei 47 ambasciatori agostiniani in altrettanti Paesi del mondo. Il fuoco della fiaccola 'accenderà" il cuore della statua del santo, posta sull'altare della basilica di San Pietro in Ciel d'Oro.
In città è stato costituito anche un comitato 'Pavia città di Sant'Agostino" che ha debuttato il 23 settembre con un concerto e una conferenza in basilica. IL prossimo anno anche il Papa sarà a Pavia, per pregare davanti all'arca marmorea di sant'Agostino, in cui sono custodite le reliquie del vescovo, fatte pervenire dal re longobardo Liutprando nell'VIII secolo. (m.g.p.)