Un killer in affitto a 500 euro
NAPOLI.Secondo la Dia sono due i clan che si contengono gli affari illeciti a Napoli: il cartello dei Misso-Mazzarella-Sarno nell'area del centro storico fino alla zona orientale e l'Alleanza di Secondigliano, egemone nell'area Nord. Una semplificazione dettata dalla forza e dal potere economico con cui, soprattutto sulla droga, i due gruppi camorristici si sono imposti in tutta l'area metropolitana negli ultimi anni ma a cui si devono legare le numerose cosche che spesso sfuggono al controllo dei cartelli e che rendono polverosa e complessa la mappa criminale. Che è segnata dalla presenza di 75 clan tra Napoli e provincia, 4 per ogni quartiere con circa quattromila affiliati e suggerisce una dinamica mutevole legata all'ascesa di una nuova generazione di malavitosi.
Per gli investigatori a rischio faida sono anche i cartelli egemoni. Quello dei Misso, da sempre padroni nel rione Sanità e ed egemoni nel centro storico di Napoli dopo il declino della storica famiglia dei Giuliano (decimata da pentimenti e dagli ex alleati dei Mazzarella), ha già conosciuto un anno fa una scissione che ha provocato una decina di morti. E l'omicidio di sabato scorso a Porta San Gennaro in mezzo alla folla di un cognato del capoclan potrebbe preludere ad una nuova stagione di sangue. Fluida la situazione nell'area nord, dove la faida di Scampia, due anni fa, causò oltre 50 morti. Da brividi il volume di affari dei clan sparsi tra Napoli e provincia, è di 16 miliardi di euro tra appalti, estorsioni e soprattutto fiumi di droga: su ogni milione di euro investito in una partita un boss ne guadagna almeno 4 milioni.
Sempre più aggressiva e manageriale la camorra del Duemila impone ai negozi del centro città da 500 a mille euro al mese, tremila ai supermarket. E ai cantieri edili dal 5 al 7 per cento degli utili.
Il tariffario emerso dalle confessioni dei pentiti e dalle intercettazioni dei camorristi di Scampia ha svelato un vero e proprio organigramma. Tra i 500 e i mille euro a settimana per le «sentinelle», tra i 5mila e i 10 mila euro a settimana per i capozona, quelli che gestiscono tutte le attività illecite, dal racket alla droga. Tariffe manageriali per i killer accolti nel gruppo di fuoco: fino a 20 mila euro per ammazzare ma in periodo di magra c'è chi è disposto ad ammazzare per 500 euro un omicidio su commissione può valere molto meno.