Liberate le donne costrette a prostituirsi

PAVIA. Se i muri potessero parlare, quelli in rovina della cascina Vela racconterebbero storie di sfruttamento e miseria. Dietro le porte sbrecciate delle baracche - da ieri chiuse col lucchetto - per mesi si sono consumate violenze e drammi di donne costrette da una 'maitresse" romena a prostituirsi. Maria Budica, una romena di 58 anni, è stata sottoposta a fermo giudiziario per sfruttamento della prostituzione. Ieri mattina, il blitz della squadra mobile ha portato alla luce uno spaccato raccapricciante. Giacigli formati da stracci e vecchi materassi, 'celle" chiuse da pannelli di lana di vetro per tenere lontano il freddo. In mezzo al sudiciume gli agenti hanno trovato 15 persone romene, otto donne e sette uomini.
Nel corso dell'operazione condotta dagli agenti della mobile e presentata ieri dalla dirigente Carmela Lucà, è stato arrestato anche Marius Gidan, dell'87, irregolare sul territorio nazionale, nonostante fosse già stato espulso.
Tre romeni sono stati accompagnati alla frontiera, mentre per le altre nove persone è stato emesso un decreto di espulsione dal territorio.
Per una sola donna, di 26 anni, (che chiameremo Stefania per tutelarne l'anominato) sarà garantita la protezione e l'inserimento in una comunità che si occupa del recupero delle donne vittime di violenza e sosprusi. Stefania, l'unica di etnia non rom (a cui invece appartengono gli altri 14 immigrati) è stata anche la sola a denunciare quello che avveniva all'interno della cascina. E anche l'unica che, per essersi più volte ribellata alla condizione di schiavitù a cui era stata suo malgrado costretta, ha pagato il prezzo più alto. Botte e violenze erano all'ordine del giorno.
Per lei che aveva creduto alla promessa di un lavoro e di una vita migliore in Italia, quella segregazione sarà sembrata un inferno. E' stato davanti agli agenti, in fase di interrogatorio, che ha deciso di rompere le catene e di parlare. Ma con l'opposizione decisa delle altre donne. Da una di queste, addirittura, Stefania è stata schiaffeggiata praticamente davanti ai poliziotti.
La paura delle altre aveva trasformato il coraggio di una di loro in una minaccia. Ma il diverbio è stato provvidenziale. Gli agenti, dopo molte insistenze, sono riusciti a farsi raccontare tutto.
Stefania arriva a Pavia tre mesi fa, in piena estate. A prometterle una vita dignitosa era stata Maria Budica. La 58enne faceva la spola tra la Romania e Pavia, adescando giovani donne per portarle sulla strada. Questo è il destino che tocca a Stefania. La giovane, appena entra in città, viene subito portata in una delle stanze malsane della cascina Vela. Dentro ci sono solo giacigli fatti di vecchi materassi, nessuan stufa, né acqua potabile. Solo pannelli di lana di vetro per tenere lontano il freddo. In queste celle, Stefania viene picchiata. Una volta ha cercato di ribellarsi, ma i nipoti della sua carnefice le hanno tappato la bocca. Si prostituisce tutto il giorno, dalle 10 del mattino alle 7 di sera, senza neanche una pausa per mangiare. Il ricavato delle prestazioni, dai 20 ai 30 euro, è tutto per Maria Budica. La 58enne, ieri mattina, è arrivata a fingere un malore in questura per sfuggire all'arresto.
Portata in ospedale, si è subito dileguata, per essere poi rintracciata, verso le 17, in cascina. La 'protettrice" delle schiave era intenta a fare la valigia. Ma non ha avuto il tempo di portare a termine la fuga.