«Il vino cinese secondo me»

BRONI. Vino e Cina: come dire timori per la concorrenza a basso costo e speranze per l'allargamento ad un mercato immenso e 'vergine". In realtà la cultura del vino in Cina è ancora ad uno stadio embrionale, che ha bisogno di crescere sia qualitativamente che a livello di cultura del consumo. Per conoscere, però, non è mai troppo presto: e per conoscere, l'enologa Alessia Colombo in Cina c'è stata un mese.
«I cinesi non conoscono il vino: non fa parte della loro cultura e poco si adatta ai sapori forti della loro cucina. Per ora è un lusso del ceto medio-alto. Il numero di aziende presenti sul loro territorio è limitato, ma sono tutte all'avanguardia e in Cina cominciano ad investire anche i primi colossi occidentali». A raccontare la sua esperienza di tecnico in un'azienda vitivinicola cinese, è Alessia Colombo, 30 anni, laureata in viticoltura e enologia all'università degli di Milano, dopo aver conseguito una laurea in Filosofia e, da un paio d'anni, consulente tecnico del Consorzio tutela.
«Ho accettato di affrontare questa nuova esperienza, durata un mese, di consulente tecnico presso un'azienda vitivinicola cinese di proprietà di un architetto di Shanghai e situata nella provincia dello Shaanxi, nell'entroterra, a 17 ore di treno da Shanghai, in un mondo completamente diverso da quello occidentale, sia dal punto di vista umano che professionale», racconta Alessia Colombo. Ma come sono organizzate le aziende? «Più o meno come le nostre, con 2-3 addetti fissi e personale stagionale. Sono belle aziende, moderne: quella dov'ero io era un antico mulino ristrutturato, i vigneti sono ad alberello basso, a piccoli appezzamenti e inseriti tra grandi frutteti. La vendemmia avviene a metà agosto spesso senza che neppure si arrivi alla maturazione dell'uva, per avere la certezza di commercializzarla per primi: niente analisi di laboratorio, non sono soggetti a regole ne di assunzione del personale, ne di produzione: non ci sono limitazioni o divieti per i vari additivi usati in cantina e neppure i controlli igienico sanitari. Per esportare dovranno prima regolamentarsi. Comunque in azienda dedicano ampi e accoglienti spazi alla degustazione e sono particolarmente attenti all' etichetta e alla bottiglia». Quali vini preferiscono i cinesi? «Vini rossi, fermi, producono soprattutto Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot nero, ma anche Chardonnay: le uve sono di qualità ma per essere in grado di farci concorrenza hanno assolutamente bisogno della professionalità occidentale».
Pierangela Ravizza