Abusava della nipote: 3 anni e mezzo

PAVIA.E' approdata ieri davanti alla prima sezione della Corte d'Appello di Milano una dolorosa storia familiare consumatasi a Pavia dal 1994 al 1999. Per cinque anni un nonno, L.M. ha usato la nipotina per soddisfare le sue anomale voglie sessuali. La bimba ha sopportato a lungo in silenzio da quando aveva 7 anni, ma arrivata al 12esimo anno ha deciso di denunciare quelle attenzioni e il nonnino porno-pedofilo è stato smascherato, finendo incriminato per violazione dell'articolo 609 del Codice Penale. Davanti a questa pesante accusa l'uomo non ha cercato scappatoie ed ha ammesso i fatti contestatigli. Il positivo comportamento processuale gli è servito per ottenere una consistente riduzione della pena già in primo grado, quando la magistratura di Pavia, pur ritenendolo responsabile, lo condannò al minimo previsto dal Codice: tre anni e sei mesi di reclusione. Ieri in aula l'imputato ha dolorosamente confermato la sua responsabilità, ammettendo di avere ripetutamente sbagliato nell'atteggiamento verso la nipotina. Il sostituto procuratore generale Piero De Petris ha chiesto la conferma della condanna emessa in primo grado, ritenendo tecnicamente impossibile scendere al di sotto della stessa a fronte di un comportamento illecito durato cinque anni. La Corte ha preso atto della situazione e, pur in presenza di un'ammissione di responsabilità che raramente avviene ad opera di imputati accusati di reati di questo genere, ha confermato la sentenza del tribunale di Pavia: a tre anni e mezzo di reclusione.