La Gramegna e i segnali «invisibili»

PAVIA.Ieri sera, intorno alle 17.30, il traffico era abbastanza scorrevole sul tratto di tangenziale Nord appena inaugurato. Abbiamo impiegato otto minuti dall'uscita dipendenti del San Matteo al semaforo di viale Lodi. Proprio in corrispondenza di tale incrocio, ma in direzione del centro città, si era invece formato un incolonnamento piuttosto lungo. Purtroppo l'oscurità fa risaltare ancora di più la pericolosità dello svincolo della Gramegna. I cartelli indicatori delle direzioni, oltre ad essere collocati troppo in prossimità delle svolte, non sono illuminati. Con la nebbia sarà un problema leggerli. Inoltre desta sempre maggiori perplessità il breve tratto di raccorso tra Ovest e Nord. Chi arriva da sud deve dare la precedenza a chi arriva sulla sua destra da viale Brambilla, ma deve guardare a destra e in basso e la visuale è limitata dal guard rail. Infine c'è chi mette in guardia ancora sul tema della mitigazione ambientale. Ma con riferimento al tratto Ovest. Si tratta di Sergio Maggi: «Nel 1991 l'amministrazione comunale fece realizzare un piano, il cosiddetto progetto Kipar. Credo sia costato quasi 50 milioni di lire. Ma il quartiere, almeno negli ultimi anni, non ha mai insistito per l'attuazione del progetto».