Era una scuola: è un bivacco

BRONI. E' la scuola che ha visto crescere i bronesi dal 1959 fino agli anni 1980 quando, a causa del calo demografico, anche la popolazione scolastica si ridusse tanto da provocare la chiusura della sede. Parliamo dell'edificio della media di via Matteotti che, dopo avere avuto un breve periodo di utilizzo come sede per il volontariato, é rimasto abbandonato. Inizia da qui un viaggio negli edifici comunali allo sfascio. «Partiamo da qui perché questa per la mia amministrazione é la priorità - spiega il sindaco Paroni - per il degrado in cui é stata lasciata arrivare. Basta guardarsi intorno per capire...».
In effetti, l'immagine che ci accoglie é desolante: vetri rotti nel cortile e sotto il porticato, nonostante il cancello, scavalcando il muro di cinta sul quale solo da poco era stata posta una rete protettiva. La devastazione prosegue ancora più grave entrando sui muri del corridoio campeggiano scritte a vernice e sul pavimento c'é sporcizia, scatoloni, resti di confezioni alimentari, bottiglie di plastica, scarpe e in quelle che erano le aule, resti di mobilia, macchine da scrivere in frantumi, libri, oggetti di ogni genere e ancora tantissimi vetri rotti. Ai piani superiori l'immagine é più grave: nel corridoio e in due stanze capi di vestiario di ogni genere, calze, scarpe gettati alla rinfusa a terra o su quelle che sembrano essere state stuoie di cartone. Si fatica a passare su questo tappeto di stoffa per arrivare ai bagni, ormai fatiscenti i sanitari sono praticamente dei ruderi. E' evidente che l'edificio é stato rifugio di clandestini come era emerso anche da un sopralluogo di alcuni consiglieri, anni fa, quando si erano rinvenuti materassi e un fornelletto. Ma non é tutto: il sindaco ci porta nel seminterrato dove, superata un'inferriata chiusa a chiave, si accede a stanze dove giace l'archivio storico del Comune. Incartamenti che narrano la vita di Broni, documenti antichi sono solo in parte raccolti in faldoni e posti su scaffali; il resto é accatastato su un tavolo e in scatoloni. Il viaggio in questa che era il plesso scolastico bronese termina con la visita al vicino asilo Garibaldi. Qui il giardino, ripulito solo alcuni mesi fa, é tornata un intrico tale da rendere quasi impossibile attraversarlo. Nell'edificio, si notano invece i danni strutturali. In quella che fu un'aula, pendono pericolosamente ampi pezzi della controsoffittatura corrosi dall'umidità e pozzanghere affiorano sul pavimento. Altre aule sempre al piano terra dove sono esposte le targhe di marmo con i nomi dei benefattori, sono meno danneggiate. «Gli interventi alla media sono per noi la priorità - riprende il sindaco - e per intervenire intendiamo accendere un mutuo di 1,5 milioni di euro per effettuare i lavori necessari al recupero. La destinazione d'uso resterà quella scolastica».
MiriamPaola Agili