Eric salvato dall'Italia


GROPELLO CAIROLI. E' difficile ricominciare a 55 anni, soprattutto se il presente ti ricorda continuamente quel che avevi e non hai più. Eppure non puoi cambiare strada se quel che fai è quel che hai sempre voluto fare. La vita di Eric Cizeron, francese trapiantato in Italia, è tutta nei suoi cavalli. Per 20 anni, all'Associazione ippica Lido di Pavia, li ha montati in concorsi internazionali, li ha preparati e ha aiutato gli altri a conoscerli. Fino al 2000, quando l'alluvione ha prosciugato le sue risorse economiche costringendolo a emigrare in Francia e a trovarsi un datore di lavoro. Il richiamo dell'Italia e della libera professione però sono stati più forti e tre mesi fa è tornato, questa volta a Gropello, dove ha affittato una casa con la moglie 39enne e dove gestisce il maneggio di Mario Ilardi, alla frazione Santo Spirito. Montava stalloni da competizione, ora riparte insegnando ai bambini a cavalcare.
Dalla strada che porta a Pavia, il maneggio si intravede appena nella nebbia del mattino. Sulla sinistra la casa, sulla destra la scuderia. Dietro la staccionata passeggiano tre cavalli, nelle scuderie Eric Cizeron e la moglie Barbara Chieregato spalano la biada per loro.
«Ho iniziato a cavalcare a 11 anni, in Marocco, a Pavia sono arrivato nel 1981 - ricorda Cizeron - . Al Lido (vicino alla tangenziale, ndr) avevo 35 cavalli, alcuni dei quali da competizione, e una scuola di equitazione. Le due alluvioni degli anni Novanta (1994 e 2000) mi hanno spinto a smettere». A quel punto Cizeron è tornato in Francia, a Bordeaux. «Mi sono ritrovato dipendente a 50 anni dopo una vita da libero professionista - spiega Cizeron - . Il mio datore di lavoro aveva 20 anni meno di me e non conosceva i cavalli». Una condizione insopportabile per un uomo il cui curriculum snocciola partecipazioni e vittorie in concorsi ippici e completi, nazionali e internazionali. Cizeron ha preparato cavalli giovani in allevamenti italiani e francesi e ha seguito corsi per diventare istruttore in diverse discipline: dressage, concorso e completo.
«Sono tornato perché il vostro modo di vivere e i vostri ritmi mi hanno rapito - sostiene Cizeron - . Gli italiani sono più diretti e grazie alla furbizia sanno ricavare qualcosa di buono anche dalle situazioni negative, i francesi invece sono diffidenti e un po' presuntuosi. Io ormai, dopo aver girato il mondo, in Francia mi sentivo uno straniero, tanto che nella finale dei mondiali di calcio ho tifato per l'Italia».
A Gropello Eric Cizeron è ripartito, anche se per ora ha dovuto accantonare le gare. «Faccio lezioni di equitazione a Mortara e Santa Cristina - spiega - qui a Gropello ho aperto la settimana scorsa e seguo una dozzina di bambini. Rispetto al passato ci sono molti più ragazzini che vogliono provare, ma la crisi economica ha ridotto i cavalli nei maneggi. E poi molti hanno capito che occuparsi dei cavalli è impegnativo. Sono stati i pony a portare il rinnovamento generazionale».
Cizeron sta ritrovando anche i suoi allievi degli anni pavesi. «C'erano persone che veniva a cavalcare a fine giornata e rifiorivano - ricorda - . Era come se salendo in sella si togliessero il peso della giornata. Ed è cosi per tutti perché il cavallo ti costringe a metterti in gioco. Con ogni cavallo nasce una relazione diversa, ma è una relazione che ha bisogno di tutte le tue attenzioni. Quando monti in sella ritrovi te stesso». Lui si è ritrovato a Gropello.

Claudio Malvicini