Rossoneri all'assalto all'Inter
MILANO. «Una partita come un'altra, una partita di calcio nella quale non può succedere nulla di particolare, al massimo si può perdere. Anche se è chiaro che noi vogliamo vincere». A sentire Roberto Mancini alla vigilia di Milan-Inter si ha la conferma che i tre punti più importanti di questa settimana nerazzurra sono quelli in palio martedi a Mosca contro lo Spartak in Champions League. Il derby di oggi, il numero 265, difficilmente lascerà un segno nella storia dell'Inter che ci arriva da capolista e col Milan lontano. «Ogni momento è quello buono per far si che l'astinenza dei nostri attaccanti finisca...», ribatte sul fronte opposto Carlo Ancelotti. E in questo inizio di stagione è difficile trovare un momento migliore del derby con l'Inter.
A Mancini, visto l'impegno di Mosca, potrebbe venire quindi la tentazione di provare a risparmiare qualche giocatore, se non fosse che il derby lo aspettano invece con trepidazione i tifosi nerazzurri che vogliono trovare sul campo motivi per affrontare al bar gli sfottò di tutti quelli che si ostinano a non volerli considerare i campioni d'Italia nonostante lo scudetto sfoggiato sulle maglie. «Il pari è un pensiero sbagliato - chiarisce però Mancini - non si può gradire in partenza neanche se si giocasse coi marziani». Anche se i rossoneri di questi tempi proprio marziani non appaiono. La squadra di Ancelotti ha la migliore difesa, ma schiera tra gli attaccanti più in crisi di questo campionato. «Non ci sorprende che i rossoneri abbiano la migliore difesa - commenta il tecnico nerazzurro - e considero assolutamente casuale che a questo punto del campionato abbiano uno tra gli attacchi peggiori. Si tratta comunque di giocatori eccezionali, che finora hanno segnato meno gol rispetto al solito». Comunque non c'è dubbio comunque che, stavolta, a dover vincere per forza non sono i nerazzurri. «Non so dove il Milan possa essere vulnerabile, la cosa importante è che noi facciamo un gol e vinciamo la partita. Poi può essere anche un'autorete, uno svarione della loro difesa o un'invenzione da parte di un nostro giocatore», prosegue il tecnico nerazzurro. Sarà un'Inter che dovrà sicuramente rinunciare a Recoba, visto che gli esami ieri hanno evidenziato uno stiramento tra il primo e il secondo grado al soleo della gamba sinistra.
Dal canto suo Carlo Ancelotti spiega che la sua squadra «deve fare di tutto per vincere questa partita». Senza pensare all'arbitrato. «Penso solo al derby e vorrei guadagnare tre punti da questa partita giocando bene e con lo spirito giusto», chiarisce Ancelotti. Chiaro come quando dice che vedere da vicino lo scudetto dell'Inter «non mi dà nessun fastidio». Il fastidio, piuttosto, Ancelotti lo prova quando si parla di pressioni o di partita da dentro o fuori. «La pressione c'è per tutti. E questa non è una partita da dentro o fuori per il Milan. E' una grande occasione per recuperare punti, cosa che finora non siamo riusciti a fare». E poi il derby è sempre il derby, cioè una partita in cui può accadere di tutto e nella quale il Milan ha una tradizione favorevole. Ancelotti non ci sta e spiega che «i favori del pronostico spettano all'Inter per il vantaggio in classifica». Il Milan, però, deve vincere assolutamente, l'Inter no. «Ma non credo che adotteranno un atteggiamento prudente. L'Inter è votata al gioco d'attacco, come noi». Parlando poi dei singoli, il tecnico rossonero si sofferma su Ibrahimovic. «Dovremo stare molto attenti a lui». L'uomo-derby del Milan? Dopo un lungo silenzio, Ancelotti risponde cosi: «Può essere Pirlo. Ma questo non vuol dire che gioca dall'inizio...».